Avete presente quelle persone che quando ci parli da soli 5 minuti ti sembra di conoscerle da sempre?

Credo si chiami “empatia” ed è quello che mi è successo quando ho conosciuto Sissi Korhoner. E’ successo pochi mesi fa, in occasione del mio viaggio in Finlandia.

Sissi è una ragazza finlandese di 33 anni. Che sia molto sveglia e acuta lo vedi subito dai suoi occhi. E dal suo bellissimo approccio verso i suoi interlocutori. Ah, e parla perfettamente italiano! Oltre a tutta una serie di altre lingue…

Sissi ha deciso (per la seconda volta) di partire da sola per il Sud America in bicicletta. Una scelta coraggiosa, che non molte donne farebbero. Potete seguire le sue avventure in diretta sul suo blog (in inglese): www.strangerless.com

Sono rimasta subito colpita oltre che da questo suo progetto, dalla voglia di Sissi di conoscere le persone e poter raccontare il suo viaggio proprio attraverso l’incontro con la gente del posto. E non ho resistito alla curiosità di farle alcune domande…

Viaggio da sola in Sudamerica: Intervista a Sissi Korhonen

viaggiare da sole in bici

Ciao Sissi, mi racconteresti un po’ di te?

Sono una donna finlandese che ama spostarsi per conoscere gente e culture diverse dalle sue.

Ho vissuto più di 8 anni all’estero e credo non mi stuferò mai della sfida di capire la mentalità di coloro che non pensano come me.

Quando non viaggio, lavoro per diminuire la paura dello sconosciuto: scrivo riviste, sceneggiature per la tv, faccio corsi sulla comunicazione interculturale. In questo momento sto attraversando l’America Latina in bici.

Sei partita verso il Brasile, in viaggio da sola in bicicletta. Ci racconti come ti è venuta questa idea?

Quest’idea dorme nella mia mente da tantissimi anni!

La prima volta che ci ho pensato avevo 18 anni (ora ne ho quasi 34!). Lavoravo al Lago di Garda e due mie amiche finlandesi venivano a visitarmi in viaggio in bici dalla Finlandia in Grecia. Poi, 7 anni dopo, un mio amico ha attraversato gli USA da est a ovest.

Pensavo di fare un viaggio così, ma avevo paura di farlo sola e nessuno aveva voglia o soldi per farlo con me. Poi, tre anni fa, in Zambia, ho conosciuto delle persone che avevano attraversato tutta l’Africa in bici. Due di loro erano donne che l’avevano fatto da sole. Ed ecco, dov’è partito tutto!

Dove sei adesso?

In questo momento sono in Brasile, alle Cascate dell’Iguazú. Sono venuta qua in bici dalla Terra del Fuoco, Argentina, e da qua continuerò a pedalare verso il Messico.

Sono stata ferma per più di quattro mesi, perché sono tornata in Europa per l’estate europea, e sono moooolto curiosa di come andranno le prossime settimane in sella.

Hai già deciso quale sarà il tuo itinerario o deciderai volta per volta le tappe?

Non ho deciso le tappe esatte, però i paesi fino alla Colombia sì. Andrò sicuramente in Paraguay, Nord dell’Argentina, Bolivia, Perù ed Ecuador prima di arrivare in Colombia. Poi si vedrà.

Delle vie che farò, non ho ancora nessun’idea. Chiederò la opinione della gente locale. Mi piace che loro mi diano dei consigli sui dintorni.

Sissi Korhoner

Quali erano le tue paure prima di partire?

Credo che la mia paura più grande fossero gli uomini. Pensavo mi sarei sentita “minacciata” tutto il tempo da loro. Poi, avevo paura del mio fisico. Non ero per niente sicura che ce la facessi ad andare in bici per più di 50 chilometri, perché non avevo mai fatto un viaggio lungo in bici (in realtà, non ero neanche sicura che mi piacesse la bici!)

Però, fino ad allora, è tutto andato molto bene e non mi è successo niente di terribile. Al contrario, è stato molto più bello di quello che pensavo!

I tuoi familiari e amici cosa ti hanno detto quando gli hai raccontato il tuo progetto?

Che sono matta.

Quanto tempo resterai in Sud America?

Almeno un anno ancora. Ci sono già stata 5 mesi, e mi mancano ancora più o meno 9.000 chilometri fino al Messico.

Siccome non ho fretta, voglio prenderla con molta calma, concentrandomi al conoscere più persone possibili e al condividere le mie esperienze attraverso il mio blog, youtube, articoli etc.

Non voglio “solo” attraversare un continente in bici!

Cosa hai portato in valigia?

Una tenda e cose per cucinare, gli utensili per mettere a posto la bici, vestiti per pioggia, spiaggia, montagna, deserto, città, campagna (difficilissimo!) e tutto l’equipaggiamento tecnico, cioè il portatile, la macchina fotografica, un microfono etc.

Dove ti fermi a dormire?

Fino ad adesso, ho dormito la maggior parte dei miei notti in casa della gente. In campagna, sono andata a chiedere se potevo montare la tenda nella loro proprietà e mi hanno sempre invitato dentro a dormire.

Nei villaggi, la gente mi ha visto con la bici ed è venuta ad invitarmi a dormire in casa loro. In città, uso Couchsurfing oppure vado dai vigili del fuoco, che almeno in Argentina, Uruguay e Brasile ospitano sempre i viaggiatori!

Se ho bisogno di andare a letto presto o di stare un po’ da sola, dormo nella tenda – o in mezzo ai boschi o fuori a una stazione di benzina o dei pedaggi di autostrada. Gli ultimi due sono dei posti buoni perché c’è sempre gente e ci sono dei bagni, docce etc.

Cosa ti dice la gente che incontri?

Il discorso va quasi sempre così (potrei già registrare le mie risposte!):

A: Di dove sei?

B: Dalla Finlandia

A: WOW! (a volte non hanno nessun’idea dov’è la Finlandia, e poi lo spiego)

B: E vai in bici?

A: Sì

B: Che matta! Che bello! E vai sola?

A: Sì (a volte dico che vado con un gruppo di motociclisti. Dipende chi me la chiede)

B: Che coraggiosa! Quanti anni hai?

A: 33
B: Wow, congratulazioni per il viaggio! Ma quindi hai deciso di viaggiare per sempre?

L’ultima domanda all’inizio mi sorprendeva tanto. È come se non ci fossi niente in mezzo allo stare in casa o viaggiare. Come se il viaggiare fosse una scelta per tutta la vita, che non si potrà mai più cambiare!

Qual è la cosa più bella che ti è successa durante questo viaggio?

Notare giorno dopo giorno che la gente è molto, molto buona e se davvero hai bisogno di qualcosa, c’è sempre qualcuno che ti aiuterà. Molte volte abbiamo paura delle persone sconosciute e diverse da noi, e spesso questa paura è completamente non necessaria.

Ti sono capitati episodi spiacevoli durante questa avventura?

C’è stato un giorno in cui ho perso i miei documenti, sono caduta e mi si è rotta la bici. Tutto in un giorno!

Ma miracolosamente tutto si è risolto con l’aiuto della gente.

Ad esempio, due uomini in moto hanno tirato me e la mia bici con una corda per 10 chilometri. Sono stati i chilometri più divertenti ma anche più lunghi della mia vita (andavamo a 50km/h)!

Che consigli dai a una donna che voglia intraprendere la tua stessa esperienza?

Che parta! Tutto il resto si risolverà in viaggio. La paura di pensare a un viaggio così è normalissima, ma l’importante è agire nonostante questa.

Poi, se vuoi appoggio, ci sono molti blog e gruppi Facebook di donne che viaggiano sole in bici, ad esempio la comunità “Women On Wheels” (www.solofemalecyclist.com). Prima di partire, anch’io ho scritto a un paio di donne di questa comunità.

viaggio da sola in bici

Finora questo viaggio si è rivelato faticoso?

A volte sì, per il fatto di non avere un posto fisso per rilassarmi di volta in volta. A volte è anche faticoso, perché viaggiando in bici, devi ogni giorno comprare da mangiare, lavare i vestiti, montare la tenda.

Però dall’altra parte, hai la libertà immensa di fare esattamente quello che ti pare. Nessuno mi sta obbligando a fare niente, e mi piace il pensiero che se un giorno non volessi più pedalare, smetterei senza problemi.

Rifaresti questa esperienza?

Sicuramente! Lo sto già rifacendo!

Parlando di sicurezza, quali precauzioni sono necessarie per evitare rischi e pericoli?

Parlando della bici, devi sapere come ripararla tu. Può essere pericoloso andare con una bici che non funzioni bene. Parlando di altri tipo di rischi, io porto con me un kit di pronto soccorso, un fischio, uno spray al peperoncino

Poi, non racconto a tutti che sto viaggiando da sola, provo a proteggermi dalle zanzare, provo ad arrivare in un posto per dormire prima del tramonto, evito di accendere la luce nella tenda al buio (perché la gente non mi veda).

Per il resto, usare il proprio istinto naturale. Se hai dubbi su qualcosa, ci sarà un motivo. È buono prendere delle precauzioni, ma inutile avere paura tutto il tempo!