
Diana Bancale, autrice del blog
Giornalista e travel blogger dal 2014. Napoletana di nascita ma vivo alle Canarie, a Tenerife.
Viaggio tanto, spesso sola, amo il mare, i sorrisi, gli animali e la pizza. Ho lasciato il lavoro per viaggiare e da allora il mio lavoro è viaggiare e creare contenuti di viaggio sul mio blog e sui social media.
Con l’Australia posso mettere un check ad un’altra delle mete dei miei sogni. Una di quelle che ho aspettato tanti anni prima di visitare e sinceramente non so nemmeno io perché.
Certo, i quasi due giorni di viaggio per raggiungerla possono intimidire e così anche i costi del volo e l’ampiezza del paese. Però, posso dirvi che scegliendo un itinerario ridotto, anche avendo un tempo limitato (nel mio caso due settimane) potete togliervi un bello sfizio e riuscire a vedere dei posti meravigliosi.
Per i prezzi dei voli, ci sono alcune compagnie con scalo in Cina che offrono tariffe vantaggiose e comunque se siete flessibili potete cercare con anticipo le date più convenienti e scegliere di partire in quelle.
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Per quanto riguarda invece la lunghezza del volo, poco da fare, purtroppo. L’Australia è effettivamente rispetto a noi dall’altra parte del globo. In alternativa potreste scegliere uno scalo lungo in modo da uscire dall’aeroporto, passare uno o due giorni nella città dello scalo, e poi ripartire per l’Australia.
Io ho preso un volo da Roma a Sydney della compagnia Qatar Airways con scalo a Doha. Devo dire che le prime ore passano abbastanza bene, poi dopo un po’ cominciano a fare male le gambe a stare seduti tutto quel tempo. Vale però la pena e appena atterrata avevo già dimenticato la lunghezza del viaggio.
In questo articolo vi ho raccontato come organizzare un viaggio da sola in Australia, adesso invece vi racconterò delle tappe che ho fatto in due settimane da sola.
LE TAPPE DEL MIO VIAGGIO DA SOLA IN AUSTRALIA
Volo Roma – Sydney (con scalo in Qatar)
Sydney – 3 giorni
Airlie Beach / crociera Whitsundays – 4/5 giorni
Brisbane – 2 giorni
Coolangatta e Byron Bay – 3 giorni
Sydney – 2 giorni
Volo Sydney – Roma (con scalo in Qatar)
L’arrivo a Sydney e i primi 3 giorni
Il primo incontro con l’Australia è stato per me con Sydney, città simbolo del paese e definita come una delle più belle e vivibili del mondo. La bellezza è un parametro soggettivo però devo ammettere che pare proprio un bel luogo dove vivere, almeno per i miei parametri. È una città sicura, pulita e civile.
Moderna ma con tanti spazi verdi e parchi pubblici, trasporti funzionanti, tanta gente che fa sport all’aria aperta, molti locali e ristoranti bellissimi, palestre aperte h24. Inoltre è una metropoli ma allo stesso tempo una città di mare con zone ricche di spiagge come Manly o Bondi, dove praticamente si può andare al mare tutto l’anno.
Cosa vedere a Sydney
Durante il mio viaggio in Australia, ho esplorato Sydney soprattutto a piedi, arrivando a fare anche 30 mila passi in una giornata. Per me infatti, il modo migliore per familiarizzare con una città nuova è camminare!
Il primo incontro con Sydney è stato Circular Quay, il punto in cui si concentrano alcuni dei suoi simboli più famosi. Da una parte appare la Sydney Opera House, inaugurata nel 1973 e oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, dall’altra l’imponente ponte Harbour Bridge.
Vale la pena passeggiare lungo il porto e proseguire verso The Rocks, il quartiere storico della città, fatto di edifici in arenaria, vicoli, pub e scorci sul waterfront. Da qui si può continuare verso Barangaroo Reserve, grande spazio verde affacciato sulla baia.

Dall’Opera House si entra poi nel Royal Botanic Garden, un’oasi verde di 30 ettari nel pieno centro della città. Fondato nel 1816, è il giardino botanico più antico d’Australia e l’ingresso è gratuito. Io consiglio di attraversarlo a piedi fino a Mrs Macquarie’s Chair: lungo il percorso ci si ritrova tra piante tropicali, prati, uccelli e vedute continue sull’acqua.
È uno degli aspetti di Sydney che mi ha colpita maggiormente: si può essere nel cuore di una metropoli e, pochi minuti dopo, camminare circondati dal verde, con il porto davanti agli occhi e tantissimi uccelli strani, il cui verso sovrasta i rumori della città.
Proseguendo a piedi verso il centro si raggiunge anche la St Mary’s Cathedral, cattedrale neogotica affacciata su Hyde Park. Poco distante si trova l’Australian Museum, il museo più antico d’Australia, interessante soprattutto per conoscere la storia naturale del paese, la sua fauna e la cultura delle popolazioni aborigene. L’ingresso è gratuito.
Il secondo giorno lo ho dedicato al mare. Bondi Beach è la spiaggia più famosa di Sydney e merita assolutamente una visita.
È il posto giusto per osservare la cultura australiana del surf, fare colazione in uno dei tanti caffè della zona o fermarsi alla celebre piscina oceanica Bondi Icebergs. Ma la parte più bella, secondo me è la Bondi to Coogee Coastal Walk, passeggiata panoramica di sei chilometri che passa da scogliere, piscine oceaniche e piccole baie.
Lungo il percorso si incontrano le spiagge di Tamarama, Bronte, Clovelly e infine Coogee Beach.

Tra tutte, la mia preferita è stata Gordons Bay, una piccola insenatura tra Clovelly e Coogee, più raccolta e selvaggia rispetto a Bondi. Per percorrere la coastal walk consiglio di calcolare almeno mezza giornata, meglio ancora una giornata intera se si vogliono fare soste, un bagno e pranzare lungo il percorso.
Il terzo giorno sono tornata sul porto, questa volta salendo su un traghetto.
A Sydney i traghetti non sono soltanto un mezzo di trasporto: sono uno dei modi più belli (ed economici) per vedere la città dall’acqua. Da Circular Quay si può raggiungere Manly, sulle Northern Beaches, godendosi durante la traversata la vista dell’Opera House e dell’Harbour Bridge.
Manly ha un’atmosfera completamente diversa dal centro, più balneare e rilassata, con una lunga spiaggia amata dai surfisti, locali e passeggiate sul mare.

Nel pomeriggio o alla sera, passeggiate per Darling Harbour, una zona moderna sul waterfront con ristoranti, locali e attrazioni. Da qui si può raggiungere anche Chinatown, che tra ristoranti asiatici, negozi e mercati è una delle zone che racconta meglio l’anima multiculturale di Sydney. Se amate la cucina asiatica, è inoltre una delle zone più economiche dove mangiare a Sydney.
Per muoversi non serve noleggiare un’auto. Sydney dispone di treni, autobus, metro, light rail e ferry e gran parte del centro si visita facilmente a piedi.
Ed è proprio camminando che, almeno per me, la città dà il meglio di sé. Sydney riesce a mettere insieme grattacieli, spiagge da surf, parchi, baie e quartieri cosmopoliti senza dare mai l’impressione di essere soffocante.

È una grande città, ma con uno stile di vita profondamente legato all’oceano e agli spazi aperti. Ed è forse questo contrasto, più ancora dei suoi monumenti iconici, a renderla una delle tappe imperdibili di un viaggio in Australia.
I QUARTIERI DOVE ALLOGGIARE A SYDNEY
CBD – Centrale e comodo per visitare le principali attrazioni a piedi, è quello che ho scelto per il mio viaggio da sola.
Circular Quay / The Rocks – Ideale per essere vicino all’Opera House e all’Harbour Bridge, ma più costoso.
Darling Harbour – Moderno e vivace, con tanti ristoranti e locali sul waterfront.
Surry Hills – Creativo e alla moda, perfetto per caffè, ristoranti e vita locale.
Bondi Beach – Per chi vuole soggiornare vicino al mare e vivere l’atmosfera surf di Sydney.
Manly – Più tranquillo e balneare, collegato al centro in traghetto. Per me una zona bellissima.
Dove ho dormito a Sydney
Durante il mio viaggio a Sydney ho soggiornato in due hotel, entrambi in posizione centrale e comoda per visitare la città.
Un hotel moderno nel cuore del CBD, ideale per muoversi a piedi e raggiungere facilmente alcune delle principali attrazioni di Sydney, come Circular Quay, The Rocks e Darling Harbour. Le camere sono essenziali ma curate e l’ho trovato una buona soluzione per chi cerca una sistemazione centrale senza spendere cifre eccessive.
Una soluzione di categoria superiore, affacciata sulla zona di Darling Harbour e a pochi passi dal lungomare, dai ristoranti e dalle principali attrazioni della zona. Le camere sono spaziose e confortevoli e la posizione è particolarmente comoda per esplorare il centro di Sydney a piedi.
Airlie Beach e le Whitsundays
Dopo Sydney, è arrivato l’highlight del mio viaggio da sola in Australia, forse il motivo principale per cui l’ho scelto: le isole Whitsundays, un arcipelago di 74 isole al largo della costa del Queensland, nel nord-est dell’Australia, nel cuore della Grande Barriera Corallina. Famoso per le sue acque turchesi, le spiagge di sabbia bianchissima e i fondali corallini.
Per visitarle, il modo migliore è fare una crociera, come questa che ho fatto io, in partenza da Airlie Beach.
Airlie Beach si raggiunge o in bus a larga percorrenza (ma da Sydney ci volevano davvero troppe ore) o più comodamente con voli interni. Io ho preso un volo con scalo a Brisbane che in circa 3 ore mi ha portata all’aeroporto di Proserpine (il più vicino ad Airlie Beach).
Da lì, ho prenotato un transfer che in 30 minuti mi ha portato nel centro di Airlie.
PRENOTA QUI IL TRANSFER DALL’AEROPORTO DI PROSERPINE A AIRLIE BEACH
La cittadina marittima del centro di Airlie mi ha ricordato un po’ le atmosfere quasi di Rimini e Riccione. Un paio di strade costiere piene di negozi di souvenir, bar, ristoranti, agenzie di escursioni, ostelli. Dato che non sempre le acque sono balneabili, ha però una bella laguna artificiale con piscine circondate da prati che le persone possono usare gratuitamente.
In sé dunque nulla di speciale, però ci sono stata perché appunto la mia crociera in barca a vela partiva proprio da qui. Sono arrivata un giorno prima e ripartita il giorno dopo la fine del tour in barca per evitare di dover fare le corse e perdere l’aereo.

Dove dormire ad Airlie Beach
Essendo Airlie Beach una meta molto turistica che attira gente di tutto il mondo e di tutte le età (molti giovani però soprattutto), ci sono sistemazioni per tutti i budget, dagli hotel extra lusso (anche molto cari) agli ostelli.
Nella via principale ce ne sono diversi, io ho scelto il Magnums perché aveva anche camere private (con bagno in comune) ed era molto carino, immerso in un giardino tropicale.
GUARDA QUI FOTO E DISPONIBILITA’ DEL MAGNUMS ADULTS ONLY
La crociera di 2 giorni alle Whitsundays
Uno dei momenti più belli del mio viaggio in Australia è stata la crociera di due giorni alle Whitsundays. Partendo da Airlie Beach, ho trascorso due giorni navigando tra isole ricoperte di vegetazione, facendo snorkeling nelle acque della barriera corallina e raggiungendo la spettacolare Whitehaven Beach, famosa per la sua sabbia bianchissima di silice.
Dormire in barca e svegliarmi circondata dal mare ha reso l’esperienza ancora più speciale: per me è stato senza dubbio uno dei ricordi più belli dell’intero viaggio.

Qui vi ho raccontato nel dettaglio di questa bellissima esperienza in barca a vela alle Whitsundays.
Se volete provare la mia stessa esperienza, potete prenotare qui la crociera in barca a vela. Inserendo in fase di prenotazione il mio codice INVIAGGIODASOLA avrete uno sconto immediato di 5 dollari australiani.
Brisbane in due giorni
Dopo la splendida esperienza in crociera, sono tornata verso sud. Avevo qualche amico e amica che vivono in Gold Coast da salutare, quindi ho preso un volo da Proserpine a Brisbane. Ce ne sono tantissimi, a tutte le ore e anche abbastanza economici (il volo dura circa 1 oretta).
A Brisbane ho trascorso due giorni, sufficienti per scoprire le zone principali della città e soprattutto per godermi quell’atmosfera rilassata che la caratterizza. Il primo giorno ho esplorato il centro a piedi, passando per Queen Street Mall e raggiungendo i City Botanic Gardens, un’enorme area verde affacciata sul Brisbane River. Lì è venuta a trovarmi un’amica e abbiamo passato qualche ora insieme a goderci il sole nei giardini botanici (e avvistare tanti animaletti strani…)

Da qui ho attraversato il fiume per arrivare a South Bank, probabilmente la zona che mi è piaciuta di più. Qui si trovano i South Bank Parklands, la famosa Streets Beach, una spiaggia artificiale con tanto di sabbia e palme nel cuore della città, e il Brisbane Sign.
Il secondo giorno l’ho dedicato soprattutto al Brisbane River, che attraversa la città e ne scandisce inevitabilmente i ritmi. Uno dei modi più belli per scoprirlo è salire a bordo di un CityCat, i traghetti pubblici che collegano diverse zone di Brisbane e permettono allo stesso tempo di osservarne lo skyline dall’acqua.
Per ammirare lo skyline di Brisbane consiglio Kangaroo Point, uno dei punti migliori, soprattutto al tramonto. Se si ha ancora qualche ora a disposizione, si può raggiungere anche il Mount Coot-tha Lookout, da cui si apre una vista panoramica sulla città e, nelle giornate più limpide, su buona parte del territorio circostante.
Dove ho dormito a Brisbane
A Brisbane ho scelto un hotel di fascia media, con palestra, perché anche in viaggio sento il bisogno di restare attiva (nonostante faccia km a piedi camminando) e allenarmi. L’hotel si chiama Ibis Style Elizabeth Street Brisbane e si trova in centro, vicino Queen street, comodissimo per muoversi a piedi e vicino a negozi, ristoranti e centri commerciali.
GUARDA QUI FOTO E DISPONIBILITA’ DI IBIS STYLE BRISBANE
Verso sud, tappa a Coolangatta con sosta per vedere i canguri
Salutata Brisbane ho preso dalla stazione dei bus di Brisbane un bus Greyhound per andare verso sud, direzione Coolangatta, dove avevo una coppia di amici di Tenerife da salutare.
Prima però, avevo un desiderio: vedere i canguri liberi. Così ho cercato quale fosse la zona più vicina dove avvistarli e ho trovato questa area dal nome abbastanza buffo (specialmente pronunciato all’italiana): Coombabah Lakelands Conservation Area.
Coombabah Lakelands Conservation Area
La Coombabah Lakelands Conservation Area, sulla Gold Coast, è una riserva naturale caratterizzata da zone umide, boschi di eucalipto e sentieri immersi nella natura. È soprattutto un ottimo posto per osservare la fauna australiana in libertà: passeggiando è facile incontrare canguri e wallaby, oltre a numerose specie di uccelli e, con un po’ di fortuna, anche koala.
Immaginate che avevo lo zaino e il trolley, quindi scesa a Surfer Paradise ho preso un altro paio di tram e bus cittadini per arrivare alla fermata più vicina al parco. Per trovare il percorso, come sempre, mi sono affidata ciecamente a Google Maps.
Altri 20 minuti a piedi trascinando il trolley sul brecciolino e sono arrivata in questa area naturale (deserta). Sicuramente avere un’auto sarebbe stato più comodo ma la guida a destra mi ha demotivata a noleggiarne una.

Sempre trascinandomi rumorosamente dietro il trolley, ai due lati della strada silenziosa sono iniziati ad apparire improvvisamente quattro o cinque canguri, che al suono delle ruote della mia valigia si sono alzati in piedi (intimidendomi abbastanza).
Ho fatto finta di nulla e continuato a camminare. Addentrandosi nella riserva avvisterete tantissimi canguri in gruppo, wallabies, cuccioli, tutti liberi e tranquilli.
Nella foresta ci sono sugli alberi anche i koala ma avendo la valigia non riuscivo a proseguire quindi ahimè non ne ho visto nemmeno nessuno (ma varie persone che conosco proprio lì ne hanno visti parecchi).
Raggiunto obiettivo canguri, ho ripreso vari bus e sono arrivata all’aeroporto di Gold Coast, dove sono venuti a prendermi i miei amici per andare con loro a Coolangatta.
Tappa a Coolangatta da degli amici
Coolangatta, all’estremità meridionale della Gold Coast, è una località di mare dall’atmosfera molto più tranquilla rispetto alla vivace Surfers Paradise. È conosciuta soprattutto per le sue belle spiagge e per il surf, grazie a spot famosi come Snapper Rocks, uno dei più importanti d’Australia.

Insieme ai miei amici siamo andati in spiaggia a vedere un bellissimo tramonto, aperitivo e poi mi sono fermata a dormire lì. Specialmente quando sei in viaggio da sola, è bello ogni tanto vedere delle facce amiche e condividere dei bei momenti.
Due giorni a Byron Bay
Il giorno dopo, dall’aeroporto di Gold Coast (Bilinga) ho preso un transfer di 1 ora per Byron Bay prenotato QUI sul sito di 12GO.
Si arriva alla fermata principale dei bus e poi in 5 minuti a piedi ho raggiunto il mio ostello: YHA Byron Bay. Ho scelto un ostello perché essendo a fine viaggio il mio budget iniziava a ridursi e perché avevo voglia di un po’ di socialità. Ho optato quindi per una camerata femminile da 4, anche se in realtà eravamo poi solo due ragazze in camera.
Purtroppo durante il mio tempo qui è piovuto parecchio ma sono comunque riuscita a fare quello che mi ero prefissata. Byron Bay non mi ha fatto impazzire, differentemente da quello che mi ero immaginata, ma sono certa che col sole ne avrei avuto un’altra impressione.
Mi ha dato l’impressione un po’ di un posto abbandonato e trascurato, però anche il fatto che fosse inverno e bassa stagione, credo non abbia aiutato.

A Byron Bay ho trascorso due giorni, sufficienti per percepire la sua atmosfera rilassata e un po’ hippie, fatta di surf, spiagge e vita all’aria aperta. Ho passeggiato per il piccolo centro, tra negozietti, locali e caffè, e naturalmente ho trascorso del tempo sulla lunghissima Main Beach, osservando i surfisti e godendomi uno dei tramonti più belli del viaggio.
Il secondo giorno ho percorso la passeggiata costiera fino al Cape Byron Lighthouse, attraversando tratti di foresta e punti panoramici sull’oceano, fino a raggiungere il punto più orientale dell’Australia continentale. Dall’alto ho potuto ammirare tutta la costa e cercare di avvistare balene e delfini, che in questa zona non è raro incontrare.

Dove ho dormito a Byron Bay
A Byron Bay ho dormito allo YHA Byron Bay, un ostello in posizione molto comoda, a pochi minuti a piedi dal centro e dalla spiaggia. Mi sono trovata molto bene: gli ambienti sono moderni e curati, c’è una bella piscina esterna e diverse aree comuni dove rilassarsi e conoscere altri viaggiatori.
GUARDA QUI FOTO E DISPONIBILITA’ DELL’YHA BYRON BAY
Ultimi giorni a Sydney e ripartenza
Ho concluso il mio viaggio in Australia tornando a Sydney, dove ho trascorso gli ultimi due giorni prima del volo di rientro. Ne ho approfittato soprattutto per scoprire Manly, raggiungibile con il traghetto da Circular Quay: già la traversata è un’esperienza da fare, grazie alla vista sulla baia, sull’Opera House e sull’Harbour Bridge.
Una volta arrivata, ho trascorso la giornata tra Manly Beach, una delle spiagge più amate dai surfisti, il lungomare e le stradine del centro, respirando ancora una volta quell’atmosfera rilassata e profondamente legata all’oceano che avevo imparato ad amare durante il mio viaggio in Australia.
È stato il modo perfetto per salutare Sydney prima di ripartire.
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