Tutto tranne la verità è un giallo dello scrittore Tia Black. Ambientato a Salsomaggiore Terme, narra delle vicende di un investigatore in pensione, che dopo anni decide di riaprire un caso ormai chiuso, determinato ad andarci a fondo.

Lo trovate su Amazon, sia in formato Kindle che con copertina flessibile: https://www.amazon.it/Tutto-tranne-verit%C3%A0-Tia-Black/dp/8892595660


Tutto tranne la verità, quella verità che ad ogni pagina del libro credi di aver trovato, salvo poi doverti ricredere qualche riga dopo. Perché in realtà niente era come le vicende ti avevano fatto credere nelle pagine precedenti.

È come se l’autore si fosse divertito a suggerirti false piste, illuderti di avere trovato la verità e invece è tutto il contrario di tutto. E così ti trovi a leggere voracemente pagine su pagine, per arrivare ad avere almeno una certezza, un punto fermo nella narrazione.

Ed è lì che ancora la trama ti sorprende, ribaltando l’idea che ti eri fatto.

Il racconto si snoda alternando i punti di vista dei personaggi coinvolti, che parlano al presente. A turno ognuno di loro racconta dalla sua prospettiva l’andamento dei fatti, regalando varietà al racconto e colpi di scena.

E proprio quando speri che da uno dei personaggi arrivi una rivelazione illuminante, ecco che l’autore decide di cambiare voce narrante, lasciando in sospeso fili narrativi che saranno ripresi solo in seguito.

Il risultato è che il racconto riesce sempre a tenere alta l’attenzione, senza mai perdere colpi.

Colpisce la sensibilità con cui Tia Black sia riuscito a dare ad ognuno degli attori in gioco una sua personalità, che viene fuori dalle pagine del racconto e ti suggerisce di credere di volta in volta ad ognuno di loro.

Ma in realtà chi è che dice la verità? Chi saprà svelare come sono andate realmente le cose?

La trama di “Tutto tranne la verità”

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Il racconto si apre con l’angosciante immagine di una persona chiusa in uno spazio angusto. Così reale da essere claustrofobica. Ti pare di viverne la sensazione di impotenza, le gambe legate. 

Ti chiedi subito: “Io cosa farei per venire fuori da questa situazione?”

Si passa poi bruscamente alle vicende un uomo ingaggiato da un oscuro malavitoso per un furto al museo in Castelvecchio a Verona nel 1990.

Da lì ci vengono raccontate le conseguenze inaspettate della rapina, che sarà poi la causa dell’entrata in scena di uno dei personaggi chiave del racconto: Ettore De Marchi.

Ex investigatore in pensione, torna a Salsomaggiore Terme per incontrare Francesco Posta, che una ventina e più di anni prima fu incolpato del reato e incarcerato.

De Marchi fu a capo dell’indagine che portò al suo arresto, ma grazie al lavoro del suo avvocato, Posta fu liberato dopo poco perché ritenuto innocente.

De Marchi, per amore della verità (o forse per lo zelo di risolvere una situazione a metà) decide di tornare ad indagare parlando con il diretto interessato, che vive appunto a Salsomaggiore, ambientazione di tutto il libro.

Una Salsomaggiore in versione invernale, di cui ti pare di percepire la nostalgica atmosfera dei luoghi di vacanza quando finisce la stagione dei turisti. E che diventa quindi il luogo adatto per un giallo…

L’Hotel Porro con le terme, le cene al ristorante alle 7 di sera, il barista a cui confidarsi, la bella donna in vacanza, che diventa una presenza quasi onirica nel suo apparire e scomparire con leggerezza dalle pagine del racconto.

Riuscirà alla fine De Marchi a dimostrare la colpevolezza di Francesco Posta? Oppure dovrà invece ricredersi e scagionarlo?

Quello che sembra all’inizio l’interrogativo principale della storia finisce invece per diventare solo una delle domande con le quali l’autore ti obbliga a trovarti faccia a faccia.

Tra un colpo di scena e l’altro, proprio quando credi di aver risolto i misteri, si arriverà a scoprire…tutto tranne la verità.

Fino ad arrivare al finale, in cui con un’ennesima sorpresa, ci sarà la soluzione del caso. Sì, però ve la dovrete guadagnare pagina per pagina…

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