“Ghirba” vuol dire vita. E non trovo nome più appropriato per definire questa biosteria che si trova sotto l’arco di Porta Santa Croce alla fine di Via Roma a Reggio Emilia.

Fortemente voluta da un gruppo di amiche, alle quali è costata sacrificio ma per le quali la Ghirba è stata anche la realizzazione di un sogno.

Oggi è un’osteria, anzi, una biosteria che offre prodotti freschi e biologici, a chilometro zero e con una propensione alla cucina vegetariana e vegana. Piatti semplici ma abbondanti e molto gustosi.

La  biosteria della Ghirba ospita e organizza concerti, eventi, attività culturali ed è stata la promotrice del blog tour di Via Roma al quale ho partecipato in occasione di Fotografia Europea, insieme ad altri blogger e Instagramers.

#aperitivo in #inglese con @itinere_servizi_culturali #itineresc #speakfluently

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Ma la parte più bella della Ghirba, non si vede, anche se si percepisce.

La sua bellezza e armonia le scopri parlando con le sue fondatrici. Il concetto di lavoro non è quello canonico.

Perché il lavoro deve essere una parte della vita, e non occuparla in toto. Concetto con il quale non potrei essere più d’accordo.

E così le ragazze della Ghirba hanno ideato un sistema in cui si lavora su turni, studiati per poter lasciare ad ognuna di loro il tempo per dedicarsi alla propria vita privata, alla famiglia, ai figli o a quello che vogliono.

I turni sono flessibili e grazie al rapporto di amicizia che le lega, possono essere accordati a seconda di esigenze o necessità del momento, in maniera orizzontale e democratica.

La sfida della quotidianità sostenibile della Ghirba

Quotidianità sostenibile è quella che caratterizza le scelte di vita delle ragazze di Ghirba.

Molte di loro oltre alla gestione della biosteria hanno conservato un secondo lavoro e hanno scelto delle modalità abitative social e low cost.

Cohousing, coworking, trasporti pubblici e altre scelte low cost che le permettono di non guardare a Ghirba semplicemente come un business, ma con l’amore che accompagna tutto quello che non si fa meramente per soldi.


Nessuno dice che tutto questo sia facile, ma è una sfida e ci vuole coraggio. E io provo una grandissima stima per tutte le donne coraggiose che hanno scelto di fare della loro vita qualcosa di diverso, di controcorrente…