L’Islanda è un luna park naturale. Sembra che una mano folle si sia divertita a giocare con la terra e spargere qua e là strani fenomeni geologici.

Attrazioni a ogni angolo. Si passa dalla terra che erutta e sputa fuori aria o acqua bollente alla sabbia nerissima delle spiagge. Poi ovunque ti giri ci sono cascate. Un tripudio di acqua che scroscia potente e minacciosa dalle crepe dei monti e prende le forme più diverse.

Ci sono le sorgenti termali e gli iceberg che assumono tonalità del bianco e del blu da sembrare delle enormi granite.
E poi ci sono i ghiacciai, laghi, fiumi, distese verdissime, immensi campi di un viola intenso dato dai lupini.
Sembra davvero di essere in un dipinto e quando c’è il sole (rari sprazzi) i colori diventano così forti da sembrare artificiali.

E invece qui è tutto naturale.

La prima cosa che mi ha colpito quando, alle 4 del mattino, ho messo piede per la prima volta in Islanda è stata una. È una terra ancora selvaggia, nonostante ultimamente attiri un boom di turisti.

Puoi percorrere chilometri senza trovare una sola traccia di umanità, non una casa, non un’auto né una persona. E a volte la terra è cosi brulla e inospitale che non crescono nemmeno le piante. Credo che il suo fascino principale sia proprio in questo.

lupini viola Islanda

Certo, atterrare alle 4 del mattino e iniziare il tour a quell’ora ti regala una prospettiva molto particolare del luogo.

L’Islanda mi ha accolto con un vento gelido e pioggia intensa. Non il migliore dei benvenuti, ma dicono il suo bello sia anche il clima imprevedibile.

Itinerario di 3/4 giorni in Islanda in auto

Tre giorni in Islanda, anzi per la precisione tre giorni e mezzo. Vi dico subito, prima che me lo chiediate, che non è stato un viaggio da sola.

Con me c’era Luca, il mio videomaker di fiducia, che ha fatto delle riprese bellissime, anche col drone. Qui potete vedere il video da lui realizzato del mio viaggio in Islanda.

Sicuramente molti pochi giorni, però considerando che ho prenotato tutto all’ultimo minuto e quindi speso abbastanza, devo dire che sono stati anche sufficienti. E poi mi daranno la scusa per poterci tornare ancora e completare il giro del paese.

Giorno 1

Ho noleggiato un’auto direttamente in aeroporto a Keflavik a 40 euro al giorno e da lì mi sono diretta verso il Circolo d’oro.

Prima tappa: il parco nazionale di Pingvellir, sede del primo parlamento islandese e luogo dove si incontrano le due placche euroasiatica e americana.

Qui ho avuto subito un primo approccio con la natura incredibile dell’Islanda. Prati verdissimi, cascate, uccelli e quelle deliziose casette nel mezzo del nulla che mi piacciono da impazzire.

La seconda tappa, a circa 1 ora dalla prima, sono stati i famosi geyser tra cui il più noto, Geysir. Si tratta di getti di acqua tra 80 e 100 gradi che fuoriescono potentemente dalla terra raggiungendo altezze di decine di metri.

MI sono poi fermata a vedere la minacciosa cascata di Gulfoss, con la sua incredibile portata d’acqua.

Da lì ho preso la strada per raggiungere il sud dell’Islanda in direzione di Vik y Mirdal. Quasi per caso, credendo di stare per raggiungere una grande spiaggia nera, sono arrivata in un posto molto famoso e fotografato.

La spiaggia dove c’è il relitto dell’aereo Dc-3, costretto nel 1973 ad un atterraggio di emergenza e rimasto poi là fino ad oggi. La camminata è lunghetta (2 ore andata è ritorno) ma la vista è molto suggestiva.


Infine, tornando verso la mia guest house a Hvolsollur, mi sono fermata a vedere la cascata di Gluggafoss.

Giorno 2

Il secondo giorno mi sono svegliata presto, anche per via della luce che praticamente c’è tutta la notte. La prima tappa è stata la cascata Skogafoss. Salendo i 450 gradini (gradino più, gradino meno) si arriva alla sommità della cascata.

Proseguendo verso ovest si raggiunge la cittadina di Vik y Mirdal, con la sua particolarissima spiaggia nera. Se avete bisogno di un supermercato, una farmacia o qualche negozio, approfittatene qui. Ve lo dico perché la prima sera sono andata a letto senza cena per non aver trovato neanche un supermercato sulla strada.

Dopo la sosta a Vik, proseguendo verso est si raggiunge il meraviglioso lago glaciale di Jokulsarlòn. Qui vi troverete davanti a una visione davvero surreale: gli iceberg. Blu e bianchi, alcuni sembravano delle granite. Danzano sull’acqua mentre le anatre nuotano placide nelle gelide acque.

La seconda sera ho trovato una guest house a circa un’ora e mezza (l’unica disponibile a meno di 200 euro) e mi sono fermata a dormire lì.

Giorno 3

Dato che il giorno prima non ce l’avevo fatta, il terzo, tornando verso Reykjavík, mi sono fermata a vedere il promontorio di Dyrholaey, vicino a Vik. Piccola tappa anche alla cascata di Seljalandsfoss, cascata a cui puoi passare praticamente dietro.

Infine dopo circa 3 ore e mezzo di guida sono arrivata nella capitale islandese. Ho preso una camera in un ostello in centro e sono partita a piedi alla scoperta del centro città e della zona del porto.

Città, nonostante la pioggia incessante, molto colorata e vivace. Piena di negozi, baretti, ristoranti, design e murales coloratissimi.

Giorno 4

Del quarto giorno in Islanda ho avuto a disposizione solo la mattina. Sono andata verso ovest per vedere il borgo di Bourgarnes. Era praticamente deserto, non un’anima viva.

Da lì, tornata in zona aeroporto sono andata a vedere il faro di Gardur (amo i fari, ve l’ho già detto?)

Dulcis in fundo, mi sono fermata a vedere (solo vedere, perché il biglietto di ingressi comprato all’ultimo costava circa 100 euro) la celebre area geotermale Laguna blu. Qui le acque, grazie al silicio e ad altri minerali, assumono una colorazione bianco-azzurra pazzesca.

La Laguna Blu dista circa 20 minuti dall’aeroporto di Keflavik quindi in poco tempo sono riuscita a tornare, riconsegnare l’auto a noleggio e prendere il volo per il ritorno.

Se volete trarre spunto dal mio itinerario in Islanda in 3 giorni, date un occhio alla mappa con il percorso qui sotto!