Il primo giorno a casa dopo il mio viaggio in Kerala con #keralablogexpress.

Frasi ancora a caldo tra ricordi, nostalgia, tristezza e anche un pizzico di sollievo.


Stamattina, quando ho aperto gli occhi, non sapevo dove fossi. E soprattutto, accanto a me c’era un uomo…

Non preoccupatevi, era solo il mio fidanzato, ma non ci vedevamo da quasi un mese, quindi la sua presenza improvvisa mi ha stranito.

Ho passato gli ultimi 20 giorni a cambiare un hotel dopo l’altro, una meta dopo l’altra.

Ho ancora le vertigini dal passaggio dall’aria condizionata al caldo estremo, dalle tante ore passate tra bus, nave, aereo e treno.

Sono scivolata dal lusso estremo, letti enormi con 4 cuscini e la piscina in camera a dormire nella cuccetta di un treno di terza classe senza porte, per raggiungere dopo 14 ore la destinazione finale.

Ho visto mondi che credevo non esistessero. Dove le persone vestono ancora con abiti tradizionali, eleganti pur con 40 gradi all’ombra e dove i bambini ridono spontaneamente a guardare il teatro.

Senza tablet o cellulari inutilmente (e dannosamente) nelle loro mani.

Ho mangiato a terra con le mani, superando tabù che da anni mi porto dietro e poi sono passata a sontuosi buffet, dove i camerieri mi sistemavano perfino il fazzoletto sulle gambe.

Ho camminato a piedi nudi con i piedi pieni di polvere e terra e mi sono trovata a sentirmi come una superstar, assediata da fotografi, cameraman, stampa e ministri.

Ho vissuto 24 ore al giorno in compagnia di perfetti sconosciuti, così simili nella loro passione uguale alla mia, e allo stesso tempo così lontani da me.

Ho combattuto contro la mia natura introversa e a tratti solitaria per essere parte del gruppo.

Ho dovuto mettere da parte l’indipendenza che accompagna il mio viaggiare da sola e accettare il fatto di non essere io a decidere per me.

Il Kerala Blog Express, viaggio on the road insieme a 29 blogger internazionali

Tutto questo è stato il Kerala Blog Express, viaggio stampa che mi ha portato 14 giorni in Kerala insieme a 29 altri blogger, ognuno di nazionalità diversa.

Non so ancora come mi sento. Il ritorno da un viaggio è da sempre uno dei momenti più ambigui della mia vita.

Mi sento in una bolla. Non sono ancora veramente tornata eppure è come se non fossi mai partita. La mia casa è ancora qua, così come lo sono il mio cane, il mio ragazzo e le mie amiche.

E ci sono ancora ad attendermi migliaia di e-mail a cui rispondere e articoli da scrivere.

Eppure intanto, è passato un mondo. Ho visto un mondo. Forse il più autentico che io abbia mai conosciuto. Sicuramente, il meno turistico e più vero.

Sento ancora sulle mani l’odore del curry, delle spezie che ho amato/odiato, e sui vestiti in valigia c’è profumo di India. Di caldo, di umidità, di vita.

Mi manca già quella terra così lontana, quei compagni di viaggio che sono stati gli altri blogger, con cui ho condiviso la scoperta di questa realtà e le fatiche e gioie del viaggiare.

Tornare da un viaggio, com’è difficile farlo

Mentirei però se dicessi che non sono anche un po’ sollevata per la privacy ritrovata, per la pizza italiana e per la libertà tutta occidentale di poter bere una birra seduta al bar se lo voglio.

Ho già disfatto la valigia, ieri sera appena tornata. Lo faccio sempre. È un po’ come se volessi cancellare la nostalgia del ritorno e farne tabula rasa. Pronta per la vita che verrà e per i nuovi viaggi.

Rimuovere per non soffrire, cercando di riadattarmi alla normalità il prima possibile.

Tornare a casa dopo un viaggio del genere, non è mai facile.

Mi sono scelta però questa condanna, perché viaggiare è quello che mi tiene viva.

È come una spada di Damocle, a ogni partenza seguirà sempre un ritorno a casa. E con esso quello stato d’animo al bivio che oggi mi porto addosso…

Presto vi racconterò tutto sulle tappe del mio viaggio in Kerala, su quello che ho vissuto, i miei compagni di avventura e tutte le stranezze di questa regione incantevole dell’India.

Oggi però no. Non voglio razionalizzare nulla. Lasciatemi ancora un po’ in questo limbo agrodolce del ritorno a casa.

Intanto però potete dare un occhio ai video del mio viaggio in Kerala 🙂


Foto copertina di Jinson Abraham