Contenuti
- 1 La mia prima volta a Palinuro (e in Cilento)
- 2 A chi consiglio un viaggio a Palinuro e dintorni fuori stagione
- 3 Dove si trova Palinuro
- 4 Come arrivare a Palinuro
- 5 Cosa vedere a Palinuro e dintorni in un weekend
- 6 Dove dormire a Palinuro
- 7 Cosa mangiare a Palinuro, i piatti tipici del Cilento
- 8 Dove mangiare a Palinuro e dintorni

Diana Bancale, autrice del blog
Giornalista e travel blogger dal 2014. Napoletana di nascita ma vivo alle Canarie, a Tenerife.
Viaggio tanto, spesso sola, amo il mare, i sorrisi, gli animali e la pizza. Ho lasciato il lavoro per viaggiare e da allora il mio lavoro è viaggiare e creare contenuti di viaggio sul mio blog e sui social media.
Oggi vi racconto del mio weekend a Palinuro e dintorni fuori stagione. Un breve viaggio che ho fatto a metà ottobre, alla scoperta delle bellezze del paesaggio del Cilento, dei suoi borghi storici e della cucina tipica.
In questo articolo ti porto alla scoperta di Palinuro e dei borghi di Centola, Pisciotta e San Severino di Centola, in un itinerario di 3 giorni tra mare, natura, storia e gastronomia autentica. Ti racconto cosa vedere, quali esperienze non perdere (come il tour in barca), dove mangiare i piatti della cucina tipica cilentana e dove dormire.
La mia prima volta a Palinuro (e in Cilento)
Sono di Napoli ed è da quando sono piccola che sento parlare delle meraviglie della costa cilentana e delle vacanze a mare a Palinuro, che per noi napoletani è una meta molto amata. Io però, fino ad oggi, per una serie di congiunzioni e cause a me ignote, non ci ero ancora mai stata.

Un grande classico, ho girato il mondo ma a volte conosco poco le zone accanto a me.
E così, in occasione dell’evento Dialoghi Mediterranei, mi sono trovata, insieme ad altri colleghi travel blogger e content creator, a visitare la regione del Cilento.
Cosa è il progetto Dialoghi Mediterranei
“Dialoghi Mediterranei, I luoghi del Gusto, il tempo del racconto” è un progetto culturale e turistico finanziato dalla Regione Campania con l’obiettivo di valorizzare il Cilento come culla vivente della Dieta Mediterranea UNESCO. Coinvolge sei comuni tra costa ed entroterra, unendo tradizioni, riti, sapori e paesaggi in un unico racconto identitario. Attraverso eventi diffusi, itinerari esperienziali e il coinvolgimento attivo delle comunità locali, il progetto promuove un turismo lento e autentico, capace di far incontrare chi custodisce questi luoghi e chi li attraversa, trasformando la visita in esperienza di relazione e conoscenza.
A chi consiglio un viaggio a Palinuro e dintorni fuori stagione
È un weekend ideale per chi ama natura, storia, autenticità e una cucina che racconta le antiche radici del territorio. Un viaggio lento, umano, tutto da godere nei piccoli attimi e nella semplicità dei luoghi, più una esperienza che un itinerario. Per chi parte solo e vuole ritrovarsi, ma anche per chi vuole condividere la bellezza di questi luoghi.
I dintorni di Palinuro sono il posto perfetto per trekking e camminate nella natura, con sentieri che regalano panorami incredibli sulla costa.

Per chi fa immersioni subacquee inoltre, le acque di Palinuro sono un paradiso grazie alla varietà di ambienti sommersi, esempio di biodiversità. Dal 1983 infatti qui c’è il Palinuro Sub Diving Center, che richiama ogni anno tantissimi sub, rendendo questa meta una delle più importanti mete subacquee in Italia.
Dove si trova Palinuro
Partiamo però dalle basi. Dove si trova Palinuro?
Palinuro si trova nel Parco Nazionale del Cilento, lungo la costa del basso Tirreno in provincia di Salerno, in Campania. È una delle località balneari più famose della Campania, famosa per le sue grotte marine, le montagne a picco sul mare, le acque cristalline e i paesaggi ancora selvaggi.

In estate è chiaramente molto frequentato quindi andarci fuori stagione vi permetterà di visitare queste zone in maniera più pacifica e senza ressa. Un occasione per visitare borghi, fare trekking e passeggiate nella natura e ovviamente approfittare dell’ottima cucina locale.
Come arrivare a Palinuro
In auto:
Si raggiunge in auto con l’autostrada A3 Salerno–Reggio Calabria, uscita Battipaglia o Buonabitacolo.
In treno:
In treno si arriva fino alla stazione di Pisciotta–Palinuro o Centola-Palinuro, collegate da bus e taxi con il centro.
In aereo:
L’aeroporto più vicino è quello di Napoli Capodichino. Da lì puoi arrivare in stazione a Napoli Centrale e prendere il treno o noleggiare un’auto per raggiungere Palinuro e visitarne i dintorni in libertà.
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Cosa vedere a Palinuro e dintorni in un weekend
Un weekend è perfetto per esplorare Palinuro, fare un tour in barca lungo la costa e spingersi nell’entroterra tra antichi borghi e sapori cilentani autentici.

Palinuro è storicamente un luogo di approdo e di leggenda: il mito di Palinuro, nocchiero di Enea, vive ancora nella cultura locale. E poi Palinuro fu meta del Grand Tour nel 1700, diventando molto amata da diversi artisti. È una località dove il mare non è solo turismo, ma parte dell’identità.
Tour in barca lungo la costa di Palinuro e la Grotta Azzurra
Una delle attività imperdibili da fare a Palinuro è sicuramente un tour in barca. La visione che avrete infatti di Palinuro via mare è unica e vi farà percepire al meglio il “dialogo eterno tra terra e mare” che caratterizza il Cilento.

Si parte dal porto di Palinuro e si naviga lungo la costa attraversando le acque blu di Palinuro e costeggiando promontori a picco sul mare, grotte preistoriche, calette e spiagge con acque di color verde smeraldo come la Baia del Buon dormire.

Capo Palinuro è un promontorio imponente che si estende nel mare per oltre 3 km, interamente formato da rocce calcaree scolpite dal tempo. È tra i tratti di costa più spettacolari del Mediterraneo.
Le pareti verticali e i giochi di luce sull’acqua rendono ogni curva del capo diversa dalla precedente ed è per questo che il tour in barca è così scenografico e imperdibile.
Avvisterete i famosi archi caratteristici del paesaggio come l’Architiello, una finestra naturale scolpita dal vento e simbolo di Palinuro e lo scoglio del coniglio, un isolotto la cui forma ricorda quella di un coniglietto.
Durante la navigazione arriverete fino all’arco Naturale, uno degli spot più iconici del Cilento, prima di entrare in barca nella celebre Grotta Azzurra.
La grotta prende il nome dal colore blu fluorescente dell’acqua dovuto alla luce del sole che entra dal basso, grazie alla conformazione calcarea della grotta. Inoltre, essendo una grotta “viva”, qui potrete ammirare diverse stalattiti e stalagmiti in conrinua evoluzione.
Leggi anche: I migliori tour in barca da Palinuro

Il faro di Palinuro e panorama
Il faro di Palinuro è il faro altimetricamente più alto in Italia, con i suoi 206 metri di altezza. Si trova su un promontorio spettacolare a strapiombo sul mare e da qui la vista è impressionante: si domina l’intera costa cilentana fino a Capo Infreschi, con un panorama che è tra i più emozionanti della zona.
La costa di Palinuro vista dall’alto viene spesso descritta come una mano protesa sul mare perché il promontorio si allunga in mare aperto suddividendosi in più punta rocciose che sembrano le dita di una mano aperta.
Dal faro partono anche alcuni sentieri di trekking panoramici, tra cui quello verso il Belvedere della Molpa e il percorso naturalistico che attraversa la macchia mediterranea fino alle antiche torri costiere e alle calette nascoste.

Il Museo Antiquarium
L’Antiquarium di Palinuro è un piccolo museo archeologico che raccoglie reperti autentici rinvenuti proprio nel territorio circostante. Permette di ricostruire la presenza degli Enotri, antichissimo popolo italico stanziato sulle colline dell’entroterra già prima dell’arrivo dei Greci. Il loro nome deriva dalla parola “oinos”, cioè vino: erano infatti un vero “popolo del vino”, legato profondamente alla coltivazione della vite e ai riti agricoli.
I reperti esposti, come vasi e ceramiche, provengono soprattutto da corredi funerari.
Il borgo di Centola
Piccolo borgo dell’entroterra cilentano, autentico e silenzioso.
Centola è un borgo collinare autentico, nato intorno a un primo monastero basiliano, cui si affiancò in seguito un convento cappuccino. La presenza monastica ne ha segnato profondamente l’identità, soprattutto nella produzione del vino: qui nasce infatti uno dei vini più antichi del Cilento, citato storicamente tra quelli apprezzati dai papi.

Centola è anche legata alla figura di Carlo Acutis: un ragazzo nato nel 1991, morto a soli 15 anni e beatificato nel 2020, molto amato soprattutto dai giovani per il suo forte legame spirituale con l’Eucaristia e la modernità del suo messaggio. La sua presenza simbolica è ancora oggi parte della memoria collettiva del borgo, dato che a Centola si trova la casa sei suoi nonni.
Il borgo fantasma di San Severino di Centola
San Severino di Centola è uno dei borghi più suggestivi e autentici del Cilento, un antico insediamento medievale fondato dai Longobardi. Sorge in posizione spettacolare, arroccato sopra la Gola del Diavolo, un canyon naturale attraversato dal fiume Mingardo, che all’epoca era navigabile e costituiva una delle principali vie commerciali verso il mare.

Nel corso del Medioevo fu un feudo fortificato, dominato da un castello e da una cattedrale longobarda dedicata a Santa Maria degli Angeli. Il borgo è rimasto abitato fino agli anni ’60 del Novecento, prima che gli abitanti si spostassero nella parte nuova, più in basso. Qui il tempo sembra essersi fermato, ve ne accorgerete cammindando tra i vicoli in pietra e le case abbandonate.
LEGGI QUI IL MIO ARTICOLO SUL BORGO FANTASMA DI SAN SEVERINO DI CENTOLA.
La casa dell’emigrante
Una tappa significativa è la Casa dell’emigrante, ricostruita fedelmente com’era all’inizio del ’900 per raccontare la storia dell’emigrazione cilentana verso le miniere di carbone della Pennsylvania, in particolare a Hazleton, con cui il borgo è gemellato.

Il borgo oggi rivive attraverso rievocazioni storiche e tradizioni religiose. Nel periodo natalizio viene messo in scena un presepe vivente tra le rovine, uno dei più suggestivi del Cilento.
Il borgo medievale di Pisciotta
Pisciotta è uno dei borghi collinari più autentici del Cilento, un centro medievale perfettamente conservato, costruito in terrazze affacciate sul mare e ancora attraversato da vicoli stretti in pietra che seguono l’impianto difensivo originario. Ancora oggi lungo le vie si possono osservare maioliche antiche incastonate nei muri, che raccontano episodi religiosi e scene di vita quotidiana.

La Chiesa Madre domina il borgo dall’alto, con al suo interno cappelle appartenute alle famiglie nobili del paese, testimonianza della struttura sociale del passato
Dove dormire a Palinuro
Castello di San Sergio

Una dimora storica del Settecento situata nell’entroterra, in posizione panoramica sopra Centola. È perfetta per chi cerca un’atmosfera tranquilla e autentica, con vista sul mare.
Best Western Hotel La Conchiglia

Hotel 4 stelle nel centro di Palinuro, comodo per spostarsi a piedi. Molte camere hanno una bellissima vista mare.
B&B Il sogno di Vincenzo e Maria
Villa con vista mare immersa nella macchia mediterranea e in posizione panoramica, a poca distanza dalla spiaggia e dal centro. Ideale per chi cerca quiete e relax.
Cosa mangiare a Palinuro, i piatti tipici del Cilento
La gastronomia cilentana è uno dei motivi per visitare questa zona: è la culla della dieta Mediterranea e molti piatti vengono ancora preparati secondo tradizione.
Tra i piatti da non perdere ci sono:
- Alici di menaica — presidio Slow Food tipico di Marina di Pisciotta, pescate con metodo tradizionale e servite marinate, fritte oppure nella pasta con pomodorini e peperoncino.
- Cavatelli al ragù cilentano — pasta fresca fatta a mano, condita con ragù.
- Mozzarella nella mortella — avvolta in foglie di mirto che le donano un profumo unico.
- Cacioricotta cilentano — formaggio più deciso, spesso grattugiato sui primi piatti.
- Melanzane imbottite cilentane — ripiene di pane raffermo, uova ed erbe aromatiche, poi cotte nel sugo di pomodoro.
- Ciambotta — mix di verdure di stagione saltate in padella con olio extravergine locale.
- Maracucciata — polenta mista di grano e farina di maracuoccio (legume locale)
- Alici ‘nchiappate — alici farcite, fritte e poi cotte nel sugo.
- Fichi bianchi del Cilento — farciti e cotti al forno, oppure serviti al naturale.
- Scauratielli – dolci natalizi fritti a base di farina, acqua e miele, tipici delle feste tradizionali cilentane.

Dove mangiare a Palinuro e dintorni
Ecco alcuni ristoranti dove ho mangiato durante il mio weekend a Palinuro e che vi consiglio di provare:
La Pergola (Palinuro)
Cucina cilentana tradizionale, con atmosfera tranquilla e familiare. Ottimi anche i dolci fatti in casa.
Da Isidoro (Palinuro)
Storica trattoria di pesce, piatti semplici secondo tradizione marinara e ottima pizza.
Da Gerardina (Pisciotta Marina)
Trattoria autentica sul mare, cucina casalinga cilentana con alici, verdure e pesce fresco.
In sintesi:
Durante un weekend a Palinuro fuori stagione puoi esplorare sia la costa con il faro, Capo Palinuro e il tour in barca tra le grotte sia l’entroterra più autentico, tra i borghi medievali di Centola, San Severino e Pisciotta. Il tutto accompagnato da una cucina che è identità, storia e memoria del territorio. Un viaggio breve, ma completo e profondamente immersivo.
Visitare Palinuro e i borghi del Cilento significa entrare in un territorio che non vive solo d’estate. Fuori stagione, quando il turismo rallenta e i ritmi tornano quelli autentici di un tempo, questo angolo di Campania rivela forse il suo volto più vero: quello fatto di silenzio, relazioni, natura e tradizioni.
Articolo scritto in collaborazione con Viral Passport e Comune di Centola.
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