Quel giorno in cui mi sono licenziata e ho scelto di cambiare vita

cambiare vita
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Giornalista e travel blogger dal 2014. Napoletana di nascita ma vivo alle Canarie, a Tenerife.
Viaggio tanto, spesso sola, amo il mare, i sorrisi, gli animali e la pizza. Ho lasciato il lavoro per viaggiare e da allora il mio lavoro è viaggiare e creare contenuti di viaggio sul mio blog e sui social media.

Il giorno in cui ho deciso di lasciare il cosiddetto “posto fisso” e cambiare vita. La data che ha segnato l’inizio del lavoro dei miei sogni. 


Perchè ho scelto di cambiare vita e licenziarmi

Ricordo quel giorno in cui mi sono licenziata e ho riscoperto la libertà.

La libertà di ritornare a sognare, come quando eravamo piccoli. Quando pensavamo davvero di poter diventare astronauti se ci credevamo.

E nessuno avrebbe potuto dirci il contrario, perché non lo avremmo preso sul serio.

Ho riscoperto la libertà di provare a fare quello che mi piace e di fregarmene se qualcuno mi dice che non si può o che non ci riuscirò.

Mi ero ritrovata a 32 anni senza più sogni, come un mulo che va avanti per inerzia senza neanche guardare ai lati, perché tanto sa che il suo destino è segnato e che per tutta la sua vita dovrà portare carichi avanti e indietro.

“Cosa vuoi fare nella vita?”- “Voglio il lavorare il meno possibile”,- era diventata la mia risposta. Non perchè fossi pigra, anzi. Sono sempre stata una gran lavoratrice.

Però ormai la parola “lavoro” era associata per me solo a “noia”, “ripetitività”, “obblighi”, “assenza di tempo libero”. E io avevo perso ogni stimolo.

Lavorare 8 ore al giorno a una scrivania

Voi lo sapevate che si può vivere anche senza lavorare otto ore al giorno col sedere incollato a una sedia? E che è possibile anche fare un lavoro che si ama?

Se lo sapete già siete fortunati.

Io non lo sapevo e credevo che la vita fosse quella: solita routine per quaranta ore a settimana, quarantotto ore di “ore d’aria” il weekend e poi così via.

Avanti per mesi fino al “miraggio” delle ferie, che erano ormai diventate il mio unico obiettivo. Secondo solo all’altro obiettivo: “la pensione”.

Se ci penso adesso, mi vengono i brividi.

Il coraggio di cambiare vita

Un giorno è successa una cosa banale, un episodio che non avrei mai pensato di raccontare ma che in realtà mi ha dato una scossa.

Era una domenica, e chi mi conosce sa che ho sempre odiato la domenica, per quel senso di ansia che mi veniva pensando all’imminente lunedì in arrivo.

Un’ansia che ti chiude lo stomaco e ti tiene prigioniero, qualsiasi cosa tu cerchi di fare per distrarti.

Ebbene, quel giorno parlavo con una conoscente del mio lavoro, in generale, e del fatto che non fosse in realtà ciò che faceva proprio per me.

Lei mi chiese: “Ma scusa, tu cosa vorresti fare nella vita”?

Non ho saputo rispondere, e mi sono sentita sciocca per il fatto di lamentarmi di qualcosa senza neanche pensare a una soluzione per cambiare o per migliorare la mia vita.

Mi sono resa conto che ormai perfino il mio cervello era come atrofizzato e la sezione “sogni e desideri” non aveva più nessuno spazio.

Sono tornata a casa un po’ abbattuta, poi ho incominciato a pensare: “Ma a te, Diana, cosa piace fare”?

Cosa mi piace fare?

Io sono pazza dei viaggi, non c’è cosa che mi renda più felice al mondo di un volo prenotato o di quei risicatissimi e tanto sospirati quindici giorni di ferie in agosto.

Che non sono mai abbastanza e che mi lasciano sempre con quella voglia di non tornare più indietro ma ripartire ancora per il prossimo viaggio.

Viaggiare mi fa sentire libera, serena, felice, sicura di me: e viaggiare da sola è la dimensione che sento più mia.

Amare una cosa non è però sufficiente se non si hanno delle abilità per metterla in pratica. E quindi, “io cosa so fare?” è stata la domanda successiva?

So e amo scrivere, mi sono laureata in giornalismo e scrivo da sempre.

Diari, social media, articoli, blog improvvisati e poi interrotti, a volte me ne allontano ma alla fine torno sempre lì, perché senza scrivere mi manca un pezzo.

A novembre 2014 ho timidamente aperto  il mio blog “in viaggio da sola”.

Il giorno in cui mi sono licenziata

Mi sono licenziata dal mio lavoro di impiegata tuttofare. Non è la prima volta che lo faccio.

Tra lo stupore generale che suscito quando dico una cosa del genere, non mi vergogno di dire che quando la situazione mi è stata stretta, mi sono sempre licenziata.

E come farai?” “E i soldi?” “Ma sei pazza, lasci un contratto a tempo indeterminato? “.

Certo che sì, e senza remore. Scusate, cosa è un contratto rispetto alla mia felicità? Quanto tempo credete di avere per provare a realizzare i vostri sogni?

Io non credo di averne tantissimo, spero di campare cent’anni e più ma nella vita non si sa mai e non possiamo contare su del tempo di cui nessuno ci dà la certezza.

Quindi l’unico momento per ricominciare daccapo è adesso.

La voglia di rimettermi in gioco e cambiare vita

Io a 32 anni, mi sono completamente rimessa in gioco e ho deciso di cambiare il corso che stava prendendo la mia vita.

Non volevo più sentirmi sprecata, castrare la mia personalità dinamica e creativa dietro a una scrivania.

Ma soprattutto non volevo dover limitare la mia esigenza di viaggiare a quei maledettissimi venticinque giorni di ferie all’anno. Semplicemente, non faceva per me.

E così, con i soldi del TFR del mio lavoro, mi sono pagata un master post laurea in “marketing del turismo e gestione dei social media”.

Sono convinta che senza studiare non ci si possa improvvisare e che davvero bisognerebbe farlo per tutta una vita per non rimanere indietro.

Io questa cosa che per vivere bisogni passare la vita a fare un lavoro che non ci piace non l’ho mai accettata.

Non voglio credere che il nostro destino sia davvero così crudele da lasciarci massacrare di lavoro tutta una vita per poi lasciarci tempo libero solo quando saremo anziani e ormai stanchi.

Al master ho appreso tante cose, ho trovato coraggio, consapevolezza e nuove ispirazioni.

Ora sto reinventando la mia vita e il mio lavoro.

Scrivo articoli, curo i social media per aziende che me loro richiedono, collaboro con enti del turismo, brand e tour operator, organizzo viaggi di gruppo.

Come ho aperto il mio blog di viaggi

Soprattutto scrivo per il mio blog di viaggi.

Non so dirvi la gioia di alzarmi senza la sveglia (poi magari lavoro fino alle tre di notte, ma ai miei tempi e alle mie condizioni, per una cosa che amo), accendere il computer e cominciare a fare delle cose che sono lavoro, ma che amo profondamente.

Non credevo si potesse trarre gioia dal lavorare ma a me sta succedendo proprio questo. Non vedo l’ora di iniziare e faccio fatica a interrompere perché andrei avanti all’infinto a volte.

Il mio cane sulle ginocchia e la musica accesa. Quando mi stanco faccio una telefonata a mia mamma o a un’amica per chiacchierare.

Se ho bisogno di fare la spesa perché ho finito l’olio posso andarci quando voglio senza dover aspettare che sia sabato perché in settimana non c’è mai tempo.

Se trovo un’offerta di un viaggio last minute non devo litigare col mio capo per avere un giorno di ferie ma posso partire, tanto col mio computer ho la possibilità di lavorare da dove voglio.

Sono padrona del mio tempo e sono tornata una persona serena, che la domenica non ha il mal di pancia perchè sa che arriverà il lunedì e che quando si alza al mattino non si maledice perché deve andare a lavorare.

Perché la mia felicità va in quella direzione e l’unico dovere che ho nei confronti di me stessa, è perseguire la mia felicità.


Questa è la mia esperienza. Se anche voi avete fatto una scelta simile raccontatemelo nei commenti.

Sarò felice di conoscere anche le vostre storie 🙂


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63 commenti

  • Federica

    Ciao carissima, questo tuo post mi ha fatto scattare davvero qualcosa. Purtroppo non ho competenze, 31 anni ( quasi 32 ), single, parto da zero, ma con la voglia di viaggiare tutta la vita e con la passione di condividere con le persone i trucchetti per affrontare un viaggio senza intoppi…perchè sono affetta da un esagerato istinto di sopravvivenza. Non so davvero da dove partirò, ma ho appena googlato ” come aprire un blog “, vorrei tanto farcela. Grazie mille per la tua ispirazione.

  • Marilena

    Questi racconti mi fanno sognare ogni volta. Complimenti per il coraggio, io ho 31 anni e sto, mese dopo mese, maturando la stessa tua idea. Non sono fatta per stare seduta 40 ore alla settimana davanti a un pc, assecondare i bisogni di un capo padrone, rispettare degli orari stringenti senza la minima possibilità che succeda un imprevisto. Questa condizione mi sta togliendo l’umanità. Mi sa mettendo i paraocchi e mi sta facendo perdere anni e anni di vita. Seguirò il tuo esempio ma solo perché mi sono accorta che ho sempre voluto licenziarmi, forse già dal secondo giorno di lavoro

    • A
      inviaggiodasola

      Ciao Marilena e grazie mille per le belle parole 🙂 In bocca al lupo per le tue scelte, qualsiasi esse siano. Io credo che l’importante è che ti rendano felice, il resto viene di conseguenza 🙂

  • Io cara… Ho dato le dimissioni da. Poco!! Sto prendendo i brevetti per guida escursionistica e accompagnatore turistico.. Domani parto per la Tunisia!!! Ho una paura folle.. Ma non potevo più castrarmi.. Hai detto bene! Un abbraccio, laura

    • Ciao … ho 30 anni e ho la tua stessa idea. È la prima volta che ti leggo: ho trovato il tuo post dopo aver cercato su google “lasciare un lavoro a tempo indeterminato e tornare in Puglia”. A far cosa? Non lo so. So solo che non ho il carattere per stare alle dipendenze di qualcuno e far crescere i suoi sogni. Spero di trovare la mia strada. Per ora magari rischierò un po’.

    • Valentina

      Ho 42 anni e sono appena stata licenziata dal lavoro di Responsabile che con tanta fatica e felicità avevo trovato dopo il mio primo licenzia da dieci anni di multinazionale. Anche io mi sono chiesta cosa so fare, ma mi sembra che non ne venga fuori nulla. Però ora sono anche stanca come non mai e non ho più voglia di fare ancora tanta fatica, per trovare un lavoro che non mi piace, che soprattutto trovo inutile a rendermi felice e a rendere migliore quello che mi circonda. So scrivere, prendere decisioni, cucinare, arredare, fare foto, capire gli altri, …ok…e quindi??? Aiuto. Aiuto. Aiuto. Ah…io come te viaggio da sola. O meglio, da sola in gruppi di sconosciuti, dal 2000 circa, e tutti mi dicevano sei matta. Avrei voglia di partire ma senza meta,e andare raminga dando stavolta al tempo, il tempo che gli serve per portare a me quello che mi serve.

  • Cara Diana,

    ti seguo da un po’ di tempo e ti ammiro moltissimo, ammiro il tuo percorso e il tuo lavoro. Rileggo il tuo post del 2015, che mai come ora è attuale per me. Ho 27 anni e la mia grande passione oltre a quella di viaggiare è la fotografia, che coltivo più che posso, non solo in viaggio. Lavoro da quasi 6 anni come impiegata amministrativa per la stessa azienda e nel corso degli anni ho ricevuto ulteriori responsabilità, anche se posto fisso e responsabilità non significano appagamento e felicità. Spesso mi fermo guardo fuori dalla finestra e penso a dove potrei essere e mi immagino in una di quelle destinazioni non ancora visitate e ai miei luoghi del cuore. Ultimamente ho fatto caso alla mia risposta ai “come stai?” oppure “come va al lavoro?”. La mia risposta è “sempre uguale..nessuna novità” e questa cosa mi pesa molto.
    Cambiare semplicemente lavoro questa volta non mi basta quindi nei momenti liberi faccio delle ricerche sul vostro mondo di travel blogger, ho acquistato dei libri e cerco di studiare anche alla sera dopo il lavoro. Ho delle ferie arretrate e vorrei partire nelle prossime settimane. Al momento nessuno, ne il mio fidanzato e neanche le mie amiche possono prendere ferie. Ho pensato di provare un’esperienza di viaggio da sola, purtroppo però appena ho avuto il coraggio di dire questa cosa alla mia famiglia, le reazioni sono state negative, “ma perché da sola?”, “pensi solo a te stessa e al tuo benessere?”, “non puoi tenerti queste ferie e andarci con qualcuno in un altro periodo?”. Non ti nego che essendo il primo viaggio che affronterei da sola, ho delle paure ma dall’altra parte non la vedo come forma di egoismo ma una possibilità di crescita personale e in più così potrei capire se questo mondo è ideale per me.

    Grazie ancora per la carica che mi dai! 🙂

  • Cara Diana, ormai sai che sono la tua fan numero uno. So che può sembrare strano, perchè la maggior parte delle persone sono competitive e gelose. Io sono diversa. Mi hai ispirato da subito una gran fiducia e professionalità. Ti ho conosciuta grazie a Facebook in un momento in cui ero disperata. Trovavo un lavoro peggio dell’altro, nonostante mi impegnassi tantissimo perchè come te non sono affatto pigra anzi…so cosa intendi quando dici che a volte si lavora fino a notte fonda…a scuola di social media marketing ci insegnano a tenere d’occhio i nostri “competitor”…odio questa parola…per me sei solo d’esempio, una collega, una persona da cui imparare…E’ grazie a te che ho preso coraggio…mi hai fatto scendere le lacrime…soprattutto il tuo video in cui racconti tutto in soli tre minuti…sei la travel blogger che vorrei essere un giorno…e ti ringrazio per avermi dato una speranza… un bacio grossissimo e spero tanto di vederci a Parma per un aperitivo un giorno…se vorrai… a presto 🙂

  • Gianluca

    Mi sembra molto riduttivo e semplice parlare di cambiare decidere di lasciar tutto e via…
    come paghi l’affitto o hai pagato l’affitto? Dove trovi i soldi x i viaggi?

    • Esatto, nell’articolo viene spiegato bene come si fa. In ogni caso a volte basta tanta determinazione e i soldi arrivano. Può sembrare un’assurdità o una banalità, ma molti non riescono proprio perché non ci credono davvero! Tu Gianluca come stai? Ti piace quello che fai? Semplice curiosità zero polemica: anche io come Diana ho stravolto la mia vita. La strada è difficile ma dipende tutto da noi! Buona fortuna intanto! #sperotuttobene

    • A
      inviaggiodasola

      Sai a me cosa pare riduttivo? Commentare un articolo senza leggerlo bene. In uno dei paragrafi spiego nel dettaglio quali sono le attività che costituiscono ora il mio lavoro.
      E comunque è un post del 2015, dopo quella data ho scritto tanto altro in cui spiego in cosa consiste il mio lavoro.
      Grazie

  • Ho appena trovato questo articolo dopo una delle mie solite ricerche disperate su Google tipo “lasciare il lavoro e vivere davvero” 😀
    Le tue parole rispecchiano esattamente quello che provo da tanto, troppo tempo. Provo le stesse sensazioni.
    Di anni ne ho 31 ed ogni momento libero lo dedico a creare e a dare spazio alla creatività. Ma poi arrivo a sera che il lavoro mi ha risucchiato tutte le energie e finisco con relegare le mie passioni a quelle misere 48ore del weekend, dove c’è tutto quello che non si è riuscite a fare durante la settimana.
    Vorrei fare il grande salto, ma c’è tanto timore. Che cosa ti ha dato la “spinta finale”?
    Il tuo articolo mi ha dato una grande forza!
    Ti abbraccio

    Nicole

  • Il mio sogno, smettere di lavorare, scoprire il mondo, vivere con questo. Come te non ho la più pallida idea del lavoro che mi renda felice. Ci penso ma non riesco a trovarlo. Hai fatto una grande scelta di cui mai ti pentirai. Davvero grande. Fino a quando si sceglie la felicità si ha sempre ragione.

  • Ombretta

    Sono più grande di te ho 48 anni ma mi rivedo in quello che dici e in quel che fai anche a proposito della scelta di viaggiare da sola per la ricerca continua di se stessi attraverso il confronto con nuovi luoghi e persone e contando sulle proprie forze. Mi hai dato stimolo a riprendere a scrivere che insieme alla fotografia è da sempre una mia passione e necessità e spero di riuscire anche a fare qlc di più per me e per la mia musica visto che sono una cantautrice in attesa di ispirazione ferma da troppo tempo. Grazie e buon viaggio,sarebbe bello quel viaggio in Costa smeralda a giugno..ah dimenticavo ho letto alcuni dei commenti precedenti e volevo aggiungere che nella vita si sceglie sempre anche quando non si sceglie perché se uno/a non ce la fanno a lasciare la propria realtà è perché in fondo l’hanno voluta eriscelta e quindi è quello che vogliono di più però non è bello parlare di una compagna di vita come zavorra e fare di lei il problema che a leggere sembra questo. Ciao Diana e di nuovo complimenti per tutto! 🙂

  • Fadiesis

    Ti ammiro tanto..
    Ho solo 16 anni e mi sento un po’ sciocca a preoccuparmi ora di queste cose, ma non posso che sperare di diventare come te un giorno.
    Il mio sogno sarebbe unirmi a medici senza frontiere dopo la laurea ,ma ho paura che la mia famiglia non me lo permetterà..
    In ogni caso ,continuerò a seguire i miei sogni.
    Grazie mille per questo blog stupendo ! 🙂
    -Carlotta

    • A
      inviaggiodasola

      Grazie Carlotta per le tue parole di speranza. Hai un progetto meraviglioso, coltivalo e vedrai che i tuoi genitori ne saranno fieri. Un abbraccio, Diana

  • Tutto cio l’ho capito qualche mese fa,dopo un viaggio studio di 3 mesi a sedici anni.Leggere le tue parole mi ha fatto sentire bene,mi ha fatto ritrovare l’entusiasmo che,gli adulti che mi circondano da quando sono tornata a casa dopo l’esperienza più importante della mia vita,mi hanno pian piano tolto,perche a 17 anni opinioni e idee troppo differenti non sono ben accette dal “mondo degli adulti”! Quindi ti ringrazio,sono capitata nel tuo blog per caso,ma le tue parole mi hanno fatto bene e questo significa che stai svolgendo al meglio il tuo nuovo lavoro

    • A
      inviaggiodasola

      Grazie Enrica, grazie a te per le tue parole. Se sono riuscita a farti sentire bene, sono veramente una persona felice. In bocca al lupo per tutto!

  • Giuseppe A. D'Angelo

    Ho letto. Ho apprezzato. Ti stimo.
    Non tanto per la scelta che hai fatto. Come te tanti hanno fatto il salto e si sono ritagliati la vita che piu’ si addiceva loro. Con tutte le incertezze del caso, come tu stesso sottolinei.
    Ma io ti stimo principalmente per quello che hai fatto prima. Trentadue anni. Laurea in giornalismo e un lavoro (non so quale, non importa): al giorno d’oggi il binomio non si deve dare per scontato.
    Immagino che il lavoro ti abbia permesso di acquistare la casa che oggi affitti per arrotondare, cosi’ come la laurea ti abbia dato le competenze e il TFR ti abbia pagato il master.
    Tutto questo per dire che la tua scelta non e’ stata folle, ma razionale, ben piantata su qualcosa che ti sei costruito con le tue forze, ed e’ cosi’ che la esprimi.
    E come spieghi come sei arrivata alla tua scelta, cosi’ spieghi come ne stai vivendo le conseguenze.
    Non sopporto tutti quei blogger (travel e non solo) che si vantano di aver dato una svolta alla loro vita mollando tutto, come se magicamente si potesse vivere solo di internet, e creano di se’ questa immagine ardita di persone senza paura che rischiano il loro futuro per vivere un sogno.
    Tu invece esemplifichi bene il modo in cui hai razionalizzato la tua scelta, perche’ anche se la racconti come dettata da una sorta di epifania si vede che e’ stata ben ponderata.
    Cosi’ come non crei illusioni nel raccontare come vivi la tua vita, in modo che chiunque voglia seguire le tue orme e quelle di tanti altri che hanno compiuto lo stesso passo capiscano bene se fa per loro o meno.
    E’ questo quello di cui hanno bisogno i lettori. Sognare si’, ma con i piedi per terra e capire che alla base di tutto ci sono sempre volonta’ e sacrifici.
    Di nuovo, tantissima stima per te. In bocca al lupo per tutto.

  • Ciao Diana.
    La premessa è doverosa: stimo davvero ciò che hai avuto il coraggio di fare e come sei riuscita autonomamente a cambiare la tua vita, senza dimenticare l’entusiasmo col quale stai affrontando le cose giorno dopo giorno.
    Ed apprezzo anche i molti commenti di persone che hanno fatto la stessa cosa ed anche di quelle che stanno per compiere lo stesso passo.
    Credo però che in tutte queste belle parole manchi l’esame delle singole situazioni, perchè credo che la maggior parte delle persone sogna un lavoro proprio nel quale non deve “servire” nessun amministratore, rispettare vincoli ferrei di orario facendo qualcosa per forza che a lungo andare porta a forte stress ed a sentirsi inutili o falliti.
    Non sono qui per esaminare la tua situazione generale/familiare/economica al momento del “grande passo” perchè sono cose che non mi riguardano, però posso parlare del mio piccolo mondo e farti capire che la sola volontà non sempre può far mutare una vita di stenti in oro. Domenica compirò 38 anni e sono dipendente in ufficio da ormai 16 anni. La cosa che stona molto con tutto questo è che adoro viaggiare alla follia; sono uno di coloro che spendono il 100% del loro stipendio netto (lordo meno spese per vivere) per scoprire l’Italia, l’Europa ed il resto del mondo. Sono uno di quelli che parte il venerdi sera alle 20:00 per tornare a casa il lunedi alle 7:00 di mattina e trovarsi alle 9:00 (due ore dopo) diligentemente al suo posto di lavoro. Valuta tu quanto io adori viaggiare.
    Dovendo far combaciare questa mia passione con le caselline delle ferie e dei permessi della mia busta paga posso fare ciò che mi piace nei week-end e nei giorni di ferie canonici. Vivo in una metropoli praticamente da quando ho iniziato a lavorare, ma non sono nato e cresciuto qui; ciò significa che tutte le case che ho abitato sono state gravate da affitto prima e mutuo successivamente. In più convivo con la mia compagna che non riesce a trovare un lavoro serio da oltre 3 anni e “campiamo” con ciò che solo io metto in saccoccia. Bene, detto questo, diciamo che domani mi impazzisco e dò le dimissioni. Che faccio ? Mi metto a lavorare in proprio nel settore dei viaggi ? Certo…lo farei ad occhi chiusi, ma chi mi pagherà ? La situazione che ti ho appena descritto mi regala forse 1 ora libera al giorno da dedicare a me stesso ed alle mia passioni e, nella grande maggior parte dei casi, se ne va nella ricerca di nuovi voli. Circa un mese fa ho acquistato un corso di russo on-line che ad oggi non ho ancora avuto il tempo di iniziare e che probabilmente non avrò terminato alla regolare scadenza causa troppi impegni. Ripeto, non so come stavi messa tu quando hai preso quella storica decisione, ma io non posso permettermi di non lavorare neanche un minuto per riuscire a mandare avanti la baracca e togliermi qualche sfizio. Come potrei fare un salto nel buio così grande rinunciando ad una certezza(seppur misera) senza sapere dove andare a parare nel caso in cui i miei sogni e le mie aspirazioni, per mille motivi, non riuscissero a concretizzarsi ?
    Da circa 50 giorni ho pubblicato il mio travel blog personale del quale non parlerò in questa sede perchè non sono qui per farmi pubblicità, ma è praticamente un neonato e non mi aiuterà adesso a trovare lavori e collaborazioni nell’ambito turistico anche se tutti i viaggi che prenoto nascono con la formula del “fai-da-te-totale” e che costruisco e realizzo completamente da solo i miei itinerari. Potrei farlo anche per gli altri senza paura ed una volta ci ho anche provato, ma il risultato è stato che la gente non mi conosceva, non si fidava di me e mi usava per avere “la pappa pronta” (come si dice dalle mie parti) per poi recarsi la mattina dopo a prenotare in agenzia ciò che io gli avevo ideato. Che cosa dovrei fare per iniziare una nuova vita? Mandare una lettera presentazione a tutti gli enti turistici ed operatori di settore del mondo nella semplice speranza che qualcuno di loro mi contatti dandomi un lavoro magari a progetto e non duraturo? Sarò sicuro in questo modo che il mio lavoro da casa o quello che farò viaggiando mi daranno la possibilità di pagare il mutuo per i prossimi 29 anni che ancora restano ? E ancora: chi darebbe fiducia ad un futuro ex responsabile amministrativo col pallino per i viaggi ?
    Le domande che mi vengono sono queste ed altre e non posso continuare a tediare te o chiunque altro leggerà questa risposta. La verità è che probabilmente io vorrei un lavoro nei viaggi più di quanto lo volevi tu quando hai fatto quella scelta di vita importantissima, ma temo che per me non ci sia modo di realizzare questo sogno perchè, prima di tutto, dovrei fare una scelta di vita…cioè “alleggerirmi della zavorra” che oggi è la mia compagna per avere meno spese. Così poi se qualcosa andasse storto, oltre che stare senza lavoro e con i debiti da pagare sarei anche solo come un cane.
    Avendo aperto il mio personale travel blog pochissimo tempo fa non sono ancora stato alla BIT o al TTG per poter fare incontri, scambiare contatti ed altre cose e probabilmente il 2017 potrebbe essere l’anno in cui potrò mettere il primo piccolo mattone, ma una cosa è certa (e qui torno all’inizio di questo lungo discorso): le situazioni possono condizionare pesantemente la vita di una persona. Per quanto io possa voler cambiare, la verità è che se non guadagno TUTTI I GIORNI non posso nè mangiare nè viaggiare nè scrivere il blog e tutto il resto.
    Magari tra 12 mesi tornerò qui e scriverò notizie entusiasmanti su di me e sulla mia passione per i viaggi che sarà diventata realtà (non sai neanche quanto me lo auguro da solo) ma credo di essere molto molto lontano, per i motivi che ti ho appena elencato, dal poter emulare il tuo gesto.
    Scusa se ho “usato” il tuo spazio per scrivere questi pensieri. Però ci tenevo a far capire che non tutti quelli che non ce la fanno non vedono oltre al palmo del loro naso. Ci sono anche persone intelligenti che sono bloccate da una marea di eventi ai quali ci si può fare ben poco.
    Grazie e di nuovo complimenti.

    • A
      inviaggiodasola

      Ciao Giorgio, non scusarti, anzi, grazie per avermi scritto e aver condiviso i tuoi pensieri.
      Sono certa che molti altri siano nella tua condizione.
      Il blog è un po’ come il mio diario e ovviamente negli articoli si parla in prima persona, quindi le storie che racconto si adattano a me, e non è detto che vadano bene per tutti. Così come non è detto che tutti dobbiamo lasciare il lavoro e fare i blogger 🙂
      Io nell’articolo ho parlato di quello che sono riuscita a fare io, nelle mie condizioni. Ho scelto di non avere figli e di essere “zingara”. Viaggio rinunciando a vedere il mio fidanzato ed il mio cane, ma sono scelte anche queste. Credo che ognuno si ritagli la vita che va bene per sè, e purtroppo non si può avere tutto. Io ti auguro comunque di trovare la tua strada, che se anche non sarà perfetta (e nessuna lo è), quanto meno si avvicini a quello che ti piace di più. In bocca al lupo e grazie ancora. Diana

  • Diletta - Sempre in Partenza

    Ciao Diana, ti seguo da tempo in silenzio, non ti ho mai scritto.
    Ho letto il tuo post sul tuo cambio vita e ti ammiro tanto, davvero. Io a 27 anni, con una laurea magistrale in mano e mille piccole grandi esperienze lavorative o di studio all’estero, ancora non ho capito cosa voglio fare nella vita, ma una cosa è sicura: so che NON voglio passare 8 ore al giorno chiusa in un ufficio a fare un lavoro che non amo, e vivere aspettando il weekend.
    Ho studiato lingue e sto iniziando a muovermi nell’ambito turistico, spero di andare nella direzione giusta, ma non voglio angosciarmi, sono sicura che troverò la mia via.
    Ancora tanti complimenti per la tua scelta di vita, ti auguro il meglio per il tuo futuro e spero di trovare lo stesso tuo coraggio per affrontare il mio!

    Un abbraccio,

    Diletta

    • A
      inviaggiodasola

      Ciao Diletta e grazie mille per avermi scritto. Anche io non sapevo cosa volevo fare nella vita, ma sapevo molto bene quello che per me era diventato assolutamente intollerabile. Poi, all’improvviso, mi si è accesa la lampadina ed è iniziato questo cammino. Speriamo continui. Ti auguro lo stesso e tutto il meglio per te. Un abbraccio, Diana

      • Wow. Mi sono rivista davvero tanto nelle tue parole e per questo ti stimo molto. Ho 17 anni e ho sempre pensato anch’io che sia assurdo il fatto che per vivere bisogni lavorare una vita intera seguendo sempre la solita routine, a ritmi di vita stancanti e, secondo me, insensati. Sono sempre andata molto bene a scuola e una delle frasi che sento più ripetermi è: “Non sprecare la tua intelligenza”. Questa frase mi porta inevitabilmente a pensare di frequentare facoltà ordinarie come Fisica o Medicina all’università, per non “sprecare” appunto le mie capacità. Quando mi chiedono cosa vorrei fare dopo il liceo, la risposta che do è sempre “Non lo so”, e questa cosa mi manda anche un po’ in crisi, essendo ormai imminente la fine del liceo. Sono convinta del fatto che non so cosa fare semplicemente perché non voglio scegliere tra i lavori “ordinari” proposti al giorno d’oggi. A me piace conoscere e imparare, ma mi piace anche cantare (la musica in generale), scrivere, recitare, cucinare e tantissime altre cose.
        Le persone con cui parlo mi dicono sempre che questi sono e rimarranno semplici hobby e che dovrò avere un lavoro normale che sia una base solida. Ma io non riesco proprio a pensare a un lavoro ordinario che faccia per me.
        Al giorno d’oggi per fortuna stanno nascendo sempre di più i lavori “alternativi” proprio come il tuo e questo mi dà speranza. Ho tanta creatività, tantissime idee, ma non saprei da dove iniziare.
        Da un po’ di tempo ho questa voglia di evadere, di esplorare, di uscire dal guscio che è la mia casa, la mia città, per scoprire me stessa e ciò che mi circonda.
        Leggendo il tuo articolo, sono rimasta affascinata dal fatto che tu possa girare il mondo in piena libertà. Se c’è una cosa di cui sono sicura, è che da grande voglio assaporare tutti i piaceri della vita, girare il mondo e portare avanti le mie passioni, ma ogni volta penso che per fare tutto questo servono tanti soldi.
        Per anni mi sono scervellata in cerca di un lavoro che mi andasse a genio e mi permettesse di guadagnare molto per poi essere libera di viaggiare quanto volessi. Una vita così la conduce, ad esempio, la famosissima Chiara Ferragni, che è davvero un modello per me (anche se io non esigo la fama).
        Sì, sono una sognatrice, ma sono anche realista: ci vuole impegno e soprattutto tanta fortuna per avere successo con questi lavori alternativi, ma sto continuando a leggere articoli come il tuo in attesa dell’ispirazione che dia davvero una svolta alla mia vita. Perdonami se ho scritto così tanto, ma in te ho visto una versione più matura di me che sicuramente avrebbe capito tutta la confusione che mi frulla nella testa

        • A
          inviaggiodasola

          Cara Iris, mi fa davvero piacere questo tuo sentito messaggio, si vede che lo hai scritto col cuore e in questo mi rispecchio tanto in te.
          Io ho vissuto tutte le fasi di cui mi parli e so cosa significa rapportarsi quotidianamente con chi ti dice che sono solo sogni e a volte finisce anche per farti passare la voglia.
          Io in passato mi sono diverse volte fatta trascinare giù a causa delle opinioni altrui, poi un bel giorno NO, nonostante le crictiche, le paure e le incertezze. E da quale giorno ho iniziato a vivere secondo le mie regole.
          Qualsiasi sia il tuo sogno io ti auguro di avere sempre la forza e l’entusiasmo di perseguirlo, senza lasciarti abbattare.

          Un abbraccio e in bocca al lupo per tuttò ciò che desidererai

          Diana

  • Ciao Diana,
    Ho letto un articolo che parlava ti te, mi sono incuriosita e ti ho trovato su Instagram e ora sono qui che leggo i tuoi articoli, e traspare tantissimo coraggio però anche soddisfazione e amore in ciò che fai, anche io vorrei trovare ciò che chiamo “la mia strada”, trovare un lavoro che ami e mi faccia sentire felice di fare ciò che faccio giorno per giorno, hai tutta la mia stima!
    Un saluto! S.

  • Ciao Diana,
    forse sono la più ritardataria nel leggere il tuo post… approdo qui da “Come ho fatto a finire su tutti i giornali” e devo dire che a distanza di un anno ne hai fatta di strada! Intanto ti faccio i complimenti per il coraggio, la tenacia e l’umiltà con cui affronti la tua vita. Poi ti racconto la mia storia di “ordinaria lucida follia”. Anche io ho sempre lavorato e studiato. A 18 anni ho lasciato il mio minuscolo paesello marchiagiano e in 9 anni sono saltata su e giù per l’Italia come un grillo. Come te amo viaggiare sopra ogni altra cosa… potrei passere la vita a pianificare itinerari e scoprire le meraviglie del mondo.
    Lo scorso giugno, ho fatto (almeno credevo) la tua stessa scelta: ho lasciato il lavoro ad 8 ore al giorno, blah, blah, blah e mi sono goduta un’estate di tre mesi pieni, esattamente come quando andavo a scuola! A settembre però, quando son tornata all’università, per concludere i due esami rimanti della magistrale, ho fatto un botto clamoroso… non solo non sono andati bene, ma ho anche capito che non avevo affatto capito ciò che volevo fare. Alla soglia dei 27 e nel subbuglio mentale più totale ho iniziato a fare concorsi, test di ammissione, colloqui… di tutto e di più. Sono andata a ruota libera per circa un mese, nel frattempo è anche finita la relazione di 7 anni che avevo e sono dovuta tornare a vivere dai mia madre. Alla fine però qualcosa di buono è uscito fuori e a novembre ho iniziato un master in Export Management. Creduto che viaggiare implichi la relazione o lo scambio con le persone che si incontrano ed diffondere l’italianità mi ha sempre intrigato.
    Il 2015 mi ha cambiato la vita o forse l’ho cambiata io, facendo una scelta iniziale che ha causato reazioni a catena, ma comunque sia andata è così che doveva. Adesso il quadro è più chiaro, ho smesso di preoccuparmi di cosa accadrà e sono serena. Agli occhi della gente forse sembro indifferente nei confronti della mia vita, perché passo il tempo a fare quello che mi piace, ma è tutto il contrario! Dopo essere stata lontana dalla mia terra per tanti anni ne sto riscoprendo il fascino e credo proprio che al termine del master l’unico connubio tra le mie competenze e le mie passioni possa essere provare ad esportare le Marche nel mondo. In realtà non so bene cosa significhi, ma lo scoprirò strada facendo.

  • Ciao Diana, arrivo qui grazie al network di Viaggio Da Sola Perché…vedo che siamo esattamente sulla stessa barca! 🙂 Io ho fatto il grande salto a settembre dello scorso anno, dopo aver sentito per anni lo stesso malessere domenicale. Studiare, avere coraggio, lavorare secondo i propri desideri…si può, ne siamo la dimostrazione!

  • M.Cristina Marini

    Ciao Diana,leggendoti rivivono la mia storia e la sensazione indescrivibile di gioia e libertà che ho provato quando mi sono licenziata. Il gusto di riprendere la propria vita tra le mani, di godersi il proprio tempo e le proprie passioni. Anch’io ho il viaggio nel sangue e il pensiero,la progettazione e l’organizzazione di un tour mi danno scariche di adrenalina e mi rendono felice. Mi piacerebbe lavorare nel turismo e organizzare viaggi su misura, ma ancora devo trovare la strada per poter realizzare questo sogno…al momento sono già contenta di aver ricominciato a sognare e a vivere. Buona fortuna a tutti quelli che non hanno paura del cambiamento e che credono nei sogni e nei viaggi in ogni dimensione.

  • Io mi sento esattamente così… Solo che non ho neanche i weekend liberi, ma solo giorni infrasettimanali! Sei stata coraggiosa e piena di iniziative! 🙂

  • Danila Bracaglia

    Ho provato le tue stesse sensazioni lavorando 8 ore in un ufficio incollata ad un computer e mi sentivo di aver fallito nella vita. Mi sono iscritta all’universita’ a 35 anni; lavoravo full time e studiavo full time. Mi sono laureata con la media del 30 in beni culturali e a 40 anni suonati ho lasciato il mio impiego con contratto a tempo indeterminato per frequentare la specializzazione in archeologia. Ero cosi’ contenta di essermi licenziata e la ricordo quella sensazione di liberta’. Oggi ho il mio sito internet http://www.montecassinotours.com. Sono un appassionata guida turistica, amo il mio lavoro! Sono felice di lavorare e contenta di quella decisione “incosciente” che mi ha permesso di riscrivere la mia vita, la mia felice vita.

  • Ciao Diana leggo solo ora il tuo post, e devo dire che mi ha emozionato e pensare che ci siamo conosciute e abbiamo pranzato allo stesso tavola a tbdi Italy a Rimini.
    Per me che mi sento in vacanza da una vita leggere la tua esperienza mi emoziona e mi da la spinta nel credere nei miei sogni. Ti ammiro molto per quello che hai fatto chissa’ che anche io trovi il coraggio di farlo, intanto devo crescere professionalmente ho aperto il blog da febbraio e la strada è ancora tanto lunga, ma per i viaggiatori che sognano come noi è piena di soddisfazioni! Ancora una volta brava, e grazie per questo bel racconto di vita! Un abbraccio Rosy

  • iltupostonelmondo

    Ciao!!! La tua storia mi ha lasciato a bocca aperta e con gli occhi scintillanti. Per certi versi mi riconosco molto in te, l’unica differenza è che tu hai avuto la forza ed il coraggio di rimetterti in gioco, e io ti stimo tantissimo!!!
    Spero con tutto il cuore che questo sia solo l’inizio di questa fantastica avventura.
    Un abbraccio Cristina 🙂

  • Esthéfani C.

    Ciao Sara! Mi ha ispirato ancora di più tuo post, forse perché mi sono vista in ogni riga del suo testo, la stessa situazione.
    Quest’anno è stato un anno di cambiamenti per me nel quale ho finalmente avuto più attitudine e iniziato a cambiare la routine che sapevo solo reclamare, ma non facevo tanto per cambiare. A maggio dell’anno prossimo finalmente mollo tutto, lavoro con buono stipendio e contratto a tempo indeterminato, la mia comodità qui in Italia e vado finalmente fare quello che ho sempre voluto fare, un lavoro che mi piace davvero e il tanto sognato MBA 😀
    Ero un po’ paurosa perché ho 29 anni, e con tutti che continuano a ricordarmelo dicendo che ormai è il momento di stare tranquilla in un posto e mettere su famiglia, etc. Ma ho capito che non importa l’età che hai, non è mai tardi per provarci e rischiare se questo ti farà felice veramente. Non mi vedo e non mi sono mai vista seduta per tutta la vita in questo ufficio da lunedì a venerdì facendo un lavoro che non mi dà il minimo piacere. VOGLIO DI PIU’, MOLTO DI PIU’!

    • Esthéfani C.

      NO SARA! MA DIANA… scusami stavo parlando con la mia amica Sara 😛

  • Diana, anche io sono convinta che questa sia la mia strada. Dico davvero. Adesso ho la lucidità di ammetterlo. Il mio unico problema è che so si scrivere ma non amo i social. CE la farei se trovassi qualcuno che me li gestisse?! Da lontano?!

    • A
      inviaggiodasola

      Ciao Melania, hai detto bene. Perchè ci vuole la “lucidità” di ammetterlo, e anche a volte il coraggio di beccarti dell’incosciente. L’importante comunque è andare avanti. Dopo 1 anno ti dico che economicamente non è semplicissimo ma ce la si fa. Comunque se hai bisogno per i social, io lo faccio di lavoro 🙂 In bocca al lupo intanto!

  • Es curioso como el destino nos ha hecho coincidir. No sabes como coincido con lo que cuentas en este articulo. Empiezo mi aventura en mi blog, también quiero y necesito reinventarme. Un saludo , mar

    • A
      inviaggiodasola

      Mar, si es muy curioso y muy bello compartir eso. Mucha suerte a ti e a mi. Spero che sarà un successo per tutte e due 🙂 Besos

  • Complimenti per il coraggio ed in bocca al lupo per tutto, io per ora son fortunata, non mi pesa il lavoro di impiegata e ho abbastanza libertà per le ferie. Ma non significa che questo mi basterà per sempre…per questo continuo a frequentare corsi di lingue, aggiornarmi sul mondo del turismo ed ora son iscritta all’esame per diventare accompagnatore turistico….mi tengo pronta per il futuro!

    • A
      inviaggiodasola

      Brava, anche secondo me bisogna sempre prepararsi, anche per essere poi pronti per un eventuale cambiamento. Comunque secondo me l’importante è essere sereni col lavoro che si fa, qualsiasi esso sia. Altrimenti davvero è una vita d’inferno! baci e buona giornata

  • koalissima95

    beh, io sono vecchietta ma a 48 anni ho mollato il mio posto statale 9insegnante di scuola media….per 20 anni e piu’) e son venuta negli States con famiglia…Ora faccio la phone interpreter, pochi stress e buona paga ma soprattutto lavoro da casa in pigiama….E non mi sembra di lavorare…Ti capisco perfettamente e hai fatto benissimo!!!Complimenti per il coraggio e la determinazione.

    • A
      inviaggiodasola

      Che sogno andare a vivere negli States!Tanta stima per te. Soprattutto per averlo fatto con già una famiglia tua. Dove sei negli USA? E in cosa consiste il tuo lavoro? Ottima scelta comunque!

  • bimbiuniverse

    ciao io ho fatto la tua scelta dopo anni di sofferenza, ho provato anch’io tutto quello che scrivi e a me la spinta l’ha data la mia seconda maternità. ora non ho un altro vero lavoro, sto “lavoricchiando” ma anche se non ho le stesse entrate a livello economico ne sto guadagnando in salute: non ho più la “sindrome da domenica” di cui parli tu, ne quella del suono della sveglia mattutino che mi faceva alzare dal letto già di pessimo umore…mi piacerebbe realizzare un sogno e avere un “vero lavoro on line” per ora non è così ma almeno sono più felice e riesco a godermi le mie figlie come non mi è stato invece possible con la prima…complimenti per il tuo articolo! Un abbraccio

    • A
      inviaggiodasola

      Dici delle cose giustissime e capisco proprio in pieno lo stato d’animo. Ci hai sicuramente guadagnato in salute e ti stai godendo la tua vita e soprattutto le tue bimbe, cosa più importante. Anche io ho avuto un netto calo economico però secondo me se riesci ad essere più felice ne vale sicuramente la pena. Grazie del commento e un abbraccio anche a te (e bimbe) 🙂

      • bimbiuniverse

        pienamente d’accordo con te!
        P.S ho condiviso il tuo post su Facebook e non hai idea di quanti commenti ha generato oltre che un sacco di complimenti! Brava davvero! ciao

  • Capisco perfettamente ciò che hai provato… E spero di perorare quanto prima la tua serenità post-balzo! Un grande In Bocca al Lupo e Buona Vita….

    E per salutarti, un paio di citazioni da “Vela Bianca” di Sergio Bambarèn…

    “L’unico vero rischio nella vita è non voler correre alcun rischio”

    “Di tutte le strade che si possono prendere nella vita, c’è n’è una più importante di tutte le altre. È quella che ti porterà a diventare un vero essere umano”

    • A
      inviaggiodasola

      Grazie per le bellissime parole. Ti auguro di inseguire sempre ciò che ami e a quel punto varrà la pena di correre qualsiasi rischio.

  • Fabio dello Stizza

    Ciao,non ci conosciamo. Se ti serve un aiutante tuttofare,sono a disposizione.. Complimenti!! Ce la farai! 😉

    • A
      inviaggiodasola

      Caro Fabio dello Stizza 🙂 Se avrò bisogno di un aiutante sarai il primo nella lista. Tanto so dove trovarti 🙂 🙂

  • Che bello, Diana! Un post che un po’ mi ha commosso: complimenti per la tua forza di carattere e un grosso, grossissimo, enorme in bocca al lupo!

    • A
      inviaggiodasola

      Grazie davvero, era un post che sentivo molto e anche un po’ liberatorio se vogliamo. In bocca al lupo anche a te, baci!

  • orchideabliss

    Leggendo le tue parole mi sono sentita serena, sprizzano gioia e donano quel pizzico di follia che ci vuole per fare il grande salto

    • A
      inviaggiodasola

      Grazie mille, mi fa piacere trasmettano queste sensazioni, perchè riassumono proprio il mio stato d’animo momentaneo. Incrociamo le dita 🙂

  • lavaligiainviaggio

    Ti ammiro tanto, per la capacità di reinventarti, perché non ti sei lasciata scoraggiare, perché hai fatto quello che sentivi di fare. Mi specchio nella volontà di reinventarsi, di non sprecarsi. Ai giorni d’oggi, però, niente è semplice. Ti ammiro.

    • A
      inviaggiodasola

      Niente è semplice, e dato che lo pensano tutti, in pochi forse provano a cambiare. Noi lo facciamo, speriamo che funzioni 🙂

  • viaggizuccherini

    Rivedo nelle tue parole qualcosa anche di mio.. bisogna inseguire i propri sogni sempre 🙂 brava 🙂

    • A
      inviaggiodasola

      Grazie, mi fa piacere sapere che siamo in tante a crederci! 🙂

  • lamodavaalmercato

    leggere il tuo post libera l’anima dal peso della routine!
    sono felice per te che stai realizzando il tuo sogno e sono d’accordo che per fare bisogna prepararsi… io mi sto preparando al cambiamento che spero avverrà… incrociamo le dita!
    ciao, Sara

    • giuseppe

      Sei un’ottima scrittrice. Ami viaggiare, perchè ti fa fuggire…Da sola, perchè non vuoi nemmeno chi possa ricordarti, che se non guadagni…Ti sono vicino, soffro per te, con te…Qualcosa mi dice, mi protegge, mi dona fiducia…Corro con te.

    • A
      inviaggiodasola

      Grazie Sara, ieri mi sentivo molto leggera e serena quando scrivevo. Spero che anche a te vada tutto come sogni. Un abbraccio

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Vivere di viaggi, la mia nuova vita

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Chi sono

Mi chiamo Diana Bancale, napoletana di nascita ma attualmente alle Canarie.

Giornalista e travel blogger. Viaggio tanto, spesso sola, amo il mare, i sorrisi, gli animali e la pizza.

Ho lasciato il lavoro per viaggiare nel 2014 e da allora la mia vita è viaggiare e raccontarlo sul mio blog e sui social media.

Nominata ai #Mia17 – Miglior travel blogger

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